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La Cina ci è vicina. Secondo la FIOM è a Pomigliano d'Arco

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Domanda un poco OT:

con che diritto la CGIL mette in pericolo il benessere di tutti coloro che lavorano per Pomigliano senza esserne dipendenti diretti ?

Se vogliono  far del male ai propri iscritti o simpatizzanti : bene, peggio per loro! Ma gli altri che non hanno una tribuna da cui far sentire le proprie opinioni ?

In un'economia moderna dove la terziarizzazione di processi, servizi e la sub fornitura sono diventati prepondernati forse la rappresentanza sindacale dovrebbe essere ripensata.

 

con che diritto la CGIL mette in pericolo il benessere di tutti coloro che lavorano per Pomigliano senza esserne dipendenti diretti ?

Non è la FIOM che si attribuisce questo potere decisionale, piuttosto è la FIAT che abilmente glielo consegna. Probabilmente sperando, come afferma M. Esposito, che la FIOM rifiuti, evitando così alla FIAT una scommessa piuttosto rischiosa quale è l'investimento di 800 mln in un ambiente chiaramente "ostile". Alla CGIL sembra che lo abbiano capito, ma non ancora alla FIOM, che la FIAT gli ha lasciato il cerino acceso in mano.

Probabilmente sperando, come afferma M. Esposito, che la FIOM rifiuti, evitando così alla FIAT una scommessa piuttosto rischiosa quale è l'investimento di 800 mln in un ambiente chiaramente "ostile"

Non ho affermato niente del genere, ho detto che io non avrei mai investito a Pomigliano d'Arco  (e comunque non 800 milioni di euro e per un modello "di punta").

Non faccio dietrologie su FIOM sì/no, colgo solo che si è incartata su qualcosa di indefendibile.

Non faccio dietrologie su FIOM sì/no, colgo solo che si è incartata su qualcosa di indefendibile.

FIOM non ha firmato; ha però indetto un referendum, dove porterà la propria posizione contraria, ma il cui esito si è impegnata a rispettare. il che fa una gran bella differenza: se i lavoratori di Pomigliano che voteranno al referendum sono favorevoli all'accordo metteranno FIOM in un angolo, allora sì sarà isolata.

se l'indizione di un referendum non basta, vuol dire che non importano i contenuti dell'accordo ma si chiede al sindacato solo di fare il pompiere, la cinghia di trasmissione delle decisioni aziendali.

 

 

 

 

Non ho affermato niente del genere, ho detto che io non avrei mai investito a Pomigliano d'Arco  (e comunque non 800 milioni di euro e per un modello "di punta").

Visto che ho interpretato male (in realtà cercavo solo di rispettare il diritto di "primogenitura") esprimo il mio punto di vista: anche alle condizioni che ha dettato, la FIAT dal punto di vista esclusivamente economico preferirebbe rinunciare all'investimento, tuttavia portare a casa una vittoria sulla FIOM avrebbe una ricaduta positiva che allevierebbe in parte l'onere di una scelta subottimale. Ovviamente anche la chiusura sarebbe tutt'altro che indolore per FIAT per i costi politici e la nuova conflittualità con il sindacato.