Titolo

La Cina ci è vicina. Secondo la FIOM è a Pomigliano d'Arco

4 commenti (espandi tutti)

Secondo me qui la frittata l'ha fatta la Fiat. Vogliono garanzie prima di investire, ma come fanno ad averle? Se anche la Fiom accetta di non ridiscutere  il contratto - come fanno alla Fiat a garantirsi? E se poi lo ridiscutono, dopo che la Fiat abbia investito gli 800 testoni? Cosa fa la Fiat, va a piangere dalla mamma? Possono anche farli giurare sulla testa di beppone, se la Fiom cambia idea tra un anno, ... 

A me pare folle. Sperano che gli operai spaventati di perdere il lavoro  spiazzino la Fiom; ma anche se fosse, una volta cacciati gli investimenti .....

Non so veramente chi ha fatto la frittata, perchè il vero interesse della Fiat è l'accettazione della turnazione e la valutazione secondo gli standards WCM e Ergo-UAS che indicano i carichi di lavoro secondo standards predefiniti.

La parte su cui FIOM si è impuntata è quella sull'anti-assenteismo (certificati di malattia nei giorni di sciopero..) e sul fatto che la FIAT chiede che una volta firmato l'accordo non si scioperi contro lo stesso.

Mettiti nei panni dei dirigenti FIAT: ogni volta che c'è un ponte, uno sciopero, delle festività soppresse, ma magari molto sentite (non ridete: San Gennaro) si vedono piovere sul tavolo centinaia di certificati medici (centinaia!) e si blocca la produzione auto, si incasina uno stabilimento ben oltre la semplice giornata lavorativa: ti sembra normale? E dove li prende la Fiat centinaia di medici per la visita fiscale in poco tempo (oltre che pagarne i costi: le visite fiscali costano un occhio)?

E sull'inattendibilità dei sindacati si potrebbero scriverne romanzi, tanti sono stati gli episodi, non mi sembra irragionevole chiedere delle sanzioni se non rispetti i patti.

Se la FIOM fra un anno si rimangia i patti (cosa che vorrebbe fare, altrimenti non strepiterebbe) perde i permessi sindacali, i soldi che la Fiat versa al sindacato (e sono tanti) per il tramite della buste paga dei dipendenti, più qualche altro benefit (leggi: privilegio), ovvero la Fiat li colpisce nell'unico punto che fa male: la tasca.

Poi Marchionne non è tipo da perdersi in chiacchere, ho già scritto che questa è "the last call" per Pomigliano, le linee produttive si spostano (Termini Imerese docet), gli 800 testoni sono essenzialmente in macchinari, hai fatto 100, arrivi a 101 e li porti in Serbia (dove sarebbero ben felici di accoglierli). Poi voglio vedere la FIOM dare da mangiare a 4.500 famiglie più l'indotto...

I tempi sono cambiati, ho scritto sopra cosa avrebbe dovuto fare il sindacato, ma questi pensano ancora al Sol dell'avvenire, che, guarda caso, è rimasto solo sulla bandiera cinese...

allora è perchè i tempi sono cambiati che a 2010 inoltrato la Fiat si accorge che :

--- 10 turni / settimana per una produzione automatizzata sono da medioevo

--- 3000 euro di lavoro per il montaggio di una vettura media sono fuori dal mondo

--- che il 30% dei dipendenti ( 1500 ) assunti per compiacere i politici poi in caso di elezioni prendono permessi elettorali

--- che il 15% di assenteismo non esiste da alcuna altra parte e che le visite fiscali possono essere mirate

Oppure e' cambiato che finora , con soddisfazione della FIAT , queste diseconomie le pagava pantalone

Quale delle due?

 

Direi la seconda: notoriamente Marchionne, pur continuando ad arraffare ogni euro di sussidio che può, ha deciso di far soldi costruendo macchine.In ogni caso, che te ne frega? Non mi pare che cambi significativamente i termini della questione. Vuoi proporre a Pantalone di continuare a pagare?

Sinceramente l' unica misura discutibile mi pare quella sui certificati di malattia: a mio parere ampiamente giustificata, ma effettivamente tocca un diritto fondamentale.Sul resto discutiamo pure, ma non vedo proprio nessun taboo.