Titolo

La Cina ci è vicina. Secondo la FIOM è a Pomigliano d'Arco

2 commenti (espandi tutti)

quello che scrive l'estensore del post è innegabile, ma francamente le due "clausole" richieste da Marchionne, sembrano tanto il rimedio di Tremonti contro i falsi invalidi.

Mi rifiuto di credere che non sia possibile trovare meccanismi che contrastino il malcostume senza andare a ledere diritti fondamentali (veramente assurdo vietare lo sciopero contro l'accordo pena il licenziamento. Il diritto di sciopero è individuale non delgato alle organizzazioni sindacali).

Il fatto che Marchionne sia ricorso a questa scorciatoia non mi meraviglia. La sua è una situazione win win  e la sfrutta fino in fondo.

Stava alla FIOM proporre alternative per risolvere il problema, visto che è l'incudine della situazione. Che io sappia non l'ha fatto. Miopia? non vogliono ammettere le proprie colpe? Non lo so, fatto sta che le vere vittime di questa storia sono i tanti lavoratori onesti che non vanno in malattia e che probabilmente perderanno il lavoro.

Approfitto del commento di spike (nome e cognome no?) per stigmatizzare alcuni punti: i metodi alternativi che comunque faranno parte dell'accordo (senno che accordo sarebbe ?).

Sulla "malattia anomala": dovrebbe essere una commissione paritetica azienda-sindacati a sancire quali siano "le anomalie non riferibili a fenomeni epidemiologici", per cui la Fiat sarebbe esonerata dal pagare l'indennità di malattia, non sarebbe mai la Fiat da sola a dire: non c'è l'influenza in giro e 600 ammalati il giorno della festa dei gigli (nola, di fianco a Pomigliano) mi sembran troppi, ma anche i sindacati dovrebbero dire "sì, effettivamente..", quindi nessun aribitrio sulla malattia.

Sui "permessi sindacali per motivi elettorali" la Fiat, alla fine chiede due cose: di recuperare le ore/lavoro e, pare, che comunque tale soglia non superi mai il 10% della forza/lavoro, insomma le posizioni non sono così distanti come qualcuno vuole far credere, è che la FIOM il "privilegio" non lo vuole neanche discutere.

E, come si dice a Napoli, si rischia che si vada a finire che "'o bbuono pava p'o malamente".