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La Cina ci è vicina. Secondo la FIOM è a Pomigliano d'Arco

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Il punto della mobilità sostenibile è cruciale, nel senso che le scelte pubbliche influenzano l'industria, il continuo sostegno al mercato delle auto (incentivi, rottamazioni etc...) alimenta, ad esempio, la produzione di autoveicoli. Questi interventi fatti in nome dell'ambiente nei fatti configurano sia un aiuto indiretto all'impresa che un costo per la società (in termini di innovazione etc...)

Se le politiche fossero rivolte ad esempio al trasposrto pubblico ed alla sua incentivazione ad esempio la FIAT potrebbe produrre mezzi pubblici elettrici creando nuovi rami produttivi, più innovativi soggetti a minor concorrenza. Purtroppo questa non fu una scelta praticata negli anni 70 quando si decise di privilegiare l'auto piuttosto che il trasporto pubblico.

(a Londra dal prossimo anno, partiranno i nuovi bus, che avranno un nuovo restailing e saranno ecologici)

Walter Tocci fu assessore alla mobilità nella prima giunta Rutelli e dopo aver studiato la situaizone traffico a Roma disse che qualsiasi riforma del sistema dei trasporti pubblici non sarebbe stata risolutiva per la circolazione se il modello urbanistico non fosse cambiato. Il tempo gli ha dato ragione.

La pianificazione della politica è necessaria e deve essere concertata, salvare il carozzone fiat con interventi spot serve a poco.

 

Secondo punto, la FIAT assorbe risorse pubbliche (e sull'opportunità o meno si può discutere) ma allora non può, credo, fare il bello e cattivo tempo, aprendo e chiudendo stabilimenti, mettendo in cig e cigs i lavoratori nei momenti bassi di ciclo (ma qua sembrano sempre bassi), spostando fuori le produzioni pretendendo deroghe ai contratti nazionali e ponendo in essere ritorsioni come quella di questi giorni. La cosa divertente è che usa, per far bere all'opinione pubblica quanto sono lassisti i lavoratori, la storiella dei permessi politici in periodo elettorali (sabato/domenica/lunedì)...la cosa è suggestiva perchè cavalca l'antipolitica del momento ma i rappresentanti di lista ed i componenti di seggio servono per la democrazia quindi poche storie, non anche in altre aziende, quali ad esempio quelle dei trasposrti locali avvengono cose del genere (all'ATAC di Roma) ma nessuno fallisce dal momento che è una pratica regolamentata con preavvisi che danno all'azienda la possibilità di organizzarsi. Il fatto che la FIAT utilizzi questo argomento fa ridere soprattutto perchè questo è un dovere del cittadino (è una legge) e non un diritto dei lavoratori (non sta nel cnl) e pertanto usare strumenti come questo nei confronti per sensibilizzare l'opinione pubblica maschera secondo me un attacco ai diritti dei lavoratori.

Per concludere, credo che lo sviluppo di una società vada di pari passo con i diritti ma qui, come in molti casi, pare si stia andando altrove.

Quello di oggi mi pare tanto un ricatto, non c'è un accordo sul quale trattare ma un piatto da mangiare o meno dove le responsabilità sono totalmente trasferite sull'organizzazione sindacale.

Cmq qui ho trovato una sinossi delle proposte con relative conseguenze

http://www.fiom.cgil.it/auto/fiat/pomigliano/10_06_14-PuntoFiom.pdf

 

p.s.: chi scrive non ha nulla a che fare col sindacato

anche in altre aziende, quali ad esempio quelle dei trasposrti locali avvengono cose del genere (all'ATAC di Roma) ma nessuno fallisce dal momento che è una pratica regolamentata con preavvisi che danno all'azienda la possibilità di organizzarsi.

Scusa e come esempio di aziende in cui avvengono cose del genere ma non si fallisce non abbiamo niente di meglio che l'ATAC di Roma? Azienda degnissima, per carità, ma mi risulta in buco perenne, oltre al fatto che è una controllata pubblica e un monopolista; non esattamente il paradigma di azienda che sta sul mercato.

Secondo punto, la FIAT assorbe risorse pubbliche (e sull'opportunità o meno si può discutere) ma allora non può, credo, fare il bello e cattivo tempo, aprendo e chiudendo stabilimenti, mettendo in cig e cigs i lavoratori nei momenti bassi di ciclo (ma qua sembrano sempre bassi)

Infatti non dovrebbe prendere "risorse pubbliche" nel senso di trasferimenti diretti. Pero' se si parla di CIG e CIGS, quelli sono ammortizzatori sociali quindi si tratta di benefici per i lavoratori. Quanto all'aprire e chiudere stabilimenti, si tratta di un soggetto privato quindi scelte loro, a meno che lo Stato non dica a Marchionne "ecco 800 milioni di EUR, investiteli a Pomigliano ma non chiudete"; il che pero' credo non sia possibile all'interno dei Regolamenti europei.