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La Cina ci è vicina. Secondo la FIOM è a Pomigliano d'Arco

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anche in altre aziende, quali ad esempio quelle dei trasposrti locali avvengono cose del genere (all'ATAC di Roma) ma nessuno fallisce dal momento che è una pratica regolamentata con preavvisi che danno all'azienda la possibilità di organizzarsi.

Scusa e come esempio di aziende in cui avvengono cose del genere ma non si fallisce non abbiamo niente di meglio che l'ATAC di Roma? Azienda degnissima, per carità, ma mi risulta in buco perenne, oltre al fatto che è una controllata pubblica e un monopolista; non esattamente il paradigma di azienda che sta sul mercato.

Secondo punto, la FIAT assorbe risorse pubbliche (e sull'opportunità o meno si può discutere) ma allora non può, credo, fare il bello e cattivo tempo, aprendo e chiudendo stabilimenti, mettendo in cig e cigs i lavoratori nei momenti bassi di ciclo (ma qua sembrano sempre bassi)

Infatti non dovrebbe prendere "risorse pubbliche" nel senso di trasferimenti diretti. Pero' se si parla di CIG e CIGS, quelli sono ammortizzatori sociali quindi si tratta di benefici per i lavoratori. Quanto all'aprire e chiudere stabilimenti, si tratta di un soggetto privato quindi scelte loro, a meno che lo Stato non dica a Marchionne "ecco 800 milioni di EUR, investiteli a Pomigliano ma non chiudete"; il che pero' credo non sia possibile all'interno dei Regolamenti europei.