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La Cina ci è vicina. Secondo la FIOM è a Pomigliano d'Arco

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A me pare che non sia possibile al non addetto ai lavori dare un giudizio tecnico, di merito, sulle singole clausole in relazione alla dinamica negoziale tipica del settore, della legge, etc.

Emerge tuttavia, con chiara evidenza, la necessità per FIAT di ripristinare le condizioni basilari di disciplina a Pomigliano, eliminando le sacche di privilegio alimentate da anni di sindacalismo che ha agito pensando di poter alleviare la durezza del lavoro di fabbrica consentendo il costante aumento dell'aliquota di furbetti, imbroglioni e scansafatiche, proteggendoli con una eccessiva indiscriminata e cieca tutela; mentre il lavoratori perbene vengono penalizzati perchè lo stabilimento non gira ed alla fine si perde il posto! E' chiaro infatti che il problema non è di "regalare" N ore-uomo a K assenteisti, è che le assenze bloccano tutta la catena logistica ed i costi sono un multiplo del salario sprecato...

E' ovvio anche come, per avere le altre OOSS firmato l'accordo, esso non possa contenere clausole suicide, illegali o incostituzionali.

La conclusione a me pare che la FIOM abbia avuto un rolo di specioso antagonismo, di retroguardia, obsoleto e perdente - come in altre recenti vicende, cfr Alitalia.

Bisogna capire che per andare avanti è necessario cambiare il clima e la cultura in azienda, ed all'interno di un clima di maggiore equilibrio e legalità poi sarà più facile inserire migliorie che potranno andare a beneficio di tutti, magari basate su una maggiore meritocrazia?

La battaglia FIAT mi pare incentrata sull'affermazione di questi principi, e quindi in larga misura simbolica, come lo fu la famosa marcia dei 40.000 a suo tempo...

Comunque,  alla fine firmerà anche la CGIL, secondo me.