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La Cina ci è vicina. Secondo la FIOM è a Pomigliano d'Arco

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Segnalo un interessante (e coraggioso, a mio modesto avviso) articolo di Stefano Feltri sul Fatto. Non escluderei che si a passato di  qui nell' ultimo periodo...

Molto interessante - l'amara lezione a me sembra chiara: dobbiamo competere a livello planetario con chi lavora di più, meglio ed a costi inferiori; la conclusione è che se non sale la nostra produttività di sistema, il nostro tenore di vita dovrà abbassarsi, e rapidamente convergere verso una qualche media tra il nostro e quello dei paesi emergenti (equalizzazione a tendere del costo dei fattori, grazie al trade globale). Mi pare questo il significato della frase "il finimondo è già successo".

In questo posso trovare una ragione nell'argomento che, nelle scarpe della FIOM, userei io: non è che aumentiamo la produttività cronometrando Cipputi e Frisgazzi, questo della FIAT mi pare un approccio altrettanto di retroguardia come quello di proteggere i furbetti. La disciplina ed i tempi standard saranno una condizione necessaria (quindi firmo), ma non sufficiente: dobbiamo investire per creare nuovi prodotti, le Panda facciamole fare ai polacchi ed agli indiani perchè non possiamo competere con loro, noi dobbiamo inventare le nuove auto tecnologiche-ecocompatibili etc etc che costeranno sul mercato come 10 Panda, ma le sapremo fare solo noi... 

 

"...dobbiamo investire per creare nuovi prodotti, le Panda facciamole fare ai polacchi ed agli indiani perchè non possiamo competere con loro, noi dobbiamo inventare le nuove auto tecnologiche-ecocompatibili etc etc che costeranno sul mercato come 10 Panda, ma le sapremo fare solo noi... "

E cosa ti fa pensare che i polacchi e gli indiani siano più fessi di noi? La Tata Nano è una vettura molto più innovativa della Panda, e i politecnici indiani sfornano fior d'ingegneri, che si sono laureati studiando in inglese per di più.

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E cosa ti fa pensare che i polacchi e gli indiani siano più fessi di noi

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Mi scusi, ma dove trova questo concetto (o un ragionamento che lo implica) nel mio messaggio?

Non sono certo più fessi, ma sono molto meno ricchi: un ingegegnere indiano costa 30k$ all'anno contro i 150k$ del nostro (e spesso è anche migliore). Dunque, a me pare che per noi sia perdente competere contro la Tata producendo Panda, ed anche se metto Stakanov alla linea di montaggio e sopprimo tutte le centrali sindacali d'Italia non posso che perdere. Il problema non può essere di ridurre i costi al livello Tata, ma a che prezzo riesco a vendere un bene che mi costa di più rispetto ai concorrenti? se il maggior costo non crea valore per il consumatore (qualità, tecnologia, design, etc.) non ho speranza, sarebbe come che so realizzare l'impianto elettrico usando l'oro al posto del rame: è vero che conduce un po' meglio, ma di fatto resta solo un mio costo che non posso trasferire.

L'argomento quindi è, se anche si facesse l'accordo , siamo sicuri che la Panda made in Italy non ricada strutturalmente in questa fattispecie, per cui fra 3 anni ci vorrà un altro accordo in cui i salari devono calare, sennò si chiude e tutti a casa? Questa è la domanda che io mi porrei se fossi un lavoratore della FIAT a PdA, e la risposta che esigerei come condizione del consenso alla proposta aziendale.

 

Credo che il punto di Massimo sia:

"polacchi e indiani sono già in grado di costruire macchine tecnologicamente migliori delle nostre ad un costo minore"

Insomma:

I loro igegneri sono bravi (come o più dei nostri) e costano meno.

I cinesi non fanno Ferrari perché non è conveniente non perché non siano in grado.

Ovviamente: stiamo parlando di economia quindi di "realizzare economicamente" qualcosa, cioè "utlizzare risorse scarse applicabili ad usi altrnativi", dunque appunto di "convenienza" e non di capacità tecnologiche pure. Del resto è ben noto che gli ingegneri indiani o cinesi realizzano da anni testate nucleari, missile, satelliti e quant'altro di tecnologico. Non è questo il punto.

PS La Ferrari scondo me non è un buon esempio, quella i Cinesi non la fanno proprio perchè non sono capaci, non perchè Cinesi o altro, ma perchè la Ferrari dispone di un forte patrimonio AZIENDALE (stile, immagine, storia, marchio, artigiani e tecnici di altissimo valore, etc) che è per definizione inimitabile e nemmeno delocalizzabile.

 

Credo che Massimo si riferisca al fatto che nel tuo commento è quasi implicito che "noi" saremo in grado di creare un prodotto per tecnologia o design superiore a quello Cinese o Indiano, ma la cosa non è affatto scontata. Potrebbe benissimo essere che loro siano in grado di produrre prodotti di maggior design e tecnologia dei nostri con in più il vantggio dei costi ridotti.

Credo inoltre (ma qui ci vorrebbero quelli che capiscono di economia) che ci siano altri limiti alla soluzione: la Ferrari (per fare il primo nome che mi viene in mente) non risentirà della concorrenza cinese ma quanto indotto/occupazione genera?  Inoltre il fatto di sviluppare prodotti di maggior design/tecnologia non ci mette al riparo da un futuro spostamento della produzione all'estero, basta guardare il settore dell'abbigliamento o degli organi meccanici di trasmissione. 

 

Sostiene Marchionne che la qualità del lavoro degli operai polacchi è pari, o anzi superiore a quella degli operai Italiani.

Quella di mantenere i salari (lordi) degli operai italiani significativamente più elevati di quelli degli operai polacchi mi sembra una posizione debole, che puó essere mantenuta per qualche anno o anche un poco di più, ma non per un tempo estremamente lungo.

Quanto ai salari netti occorrerebbe sapere se la "casta" polacca è più o meno vorace di quella italiana.

A quando capannelli di badanti italiane che portano a spasso i vecchini nei giardinetti di Cracovia?

http://www.repubblica.it/economia/2010/06/18/news/pomigliano-sciopero-4945927/?ref=HREA-1

" ... L'ad della Fiat è critico anche nei confronti degli stabilimenti italiani. Parla del livello di qualità con cui viene lavorata la Panda in Polonia, "perché è elevato più che nei nostri stabilimenti", ha detto Marchionne. "La Panda la producono in Polonia, l'hanno prodotta bene con un livello di qualità che non è mai stato raggiunto in uno stabilimento italiano. Mai. Quindi - ha concluso - attenzione a criticare gli altri". ... "

Una domanda agli esperti: un amico mi ha mandato questo link. Cosa ne pensate?

"mani bancarie private, come le banche centrali."

Non sono un economista e di economia ne capisco molto poco, ma che questo parli di un argomento che non conosce appare evidente pure a me. La bufala del signoraggio ha molti "believers", ma non per questo acquista valore.

 

Oltre a questo, da una scorsa veloce mi pare si stracci le vesti sui mali della globalizzazione, l' erosione dei "diritti dei lavoratori" (metto le virgolette perchè la locuzione comprende diritti fondamentali, piccoli privilegi ed altre questioni tranquillamente rinegoziabili), ecc.

Come a molti altri, mi pare gli sfugga un dettaglio: i diritti dei lavoratori hanno un costo.Se in media non produciamo abbastanza valore per pagarli l' erosione è inevitabile.Come è inevitabile che i nostri salari resteranno superiori a quelli cinesi solo finchè produrremo più valore aggiunto pro capite di loro.

Secondo questo signore certe questioni non sono negoziabili: opinione legittima, ma se non ci rimbocchiamo le maniche (sia riconvertendoci a produzioni a più alto valore aggiunto, sia semplicemente lavorando di più e meglio), ci costerà cara.Come a quei ferrovieri di frontiera che rinunciarono ad un raddoppio di stipendio per tenersi il diritto di sciopero.

Come a molti altri, mi pare gli sfugga un dettaglio: i diritti dei lavoratori hanno un costo.Se in media non produciamo abbastanza valore per pagarli l' erosione è inevitabile.Come è inevitabile che i nostri salari resteranno superiori a quelli cinesi solo finchè produrremo più valore aggiunto pro capite di loro.

Marcello, mi pare che tu dica una cosa molto importante...mi colpisce perché in genere in filosofia politica (o del diritto) si fa l'operazione inversa e si assume che certi diritti (quelli sociali in specie) siano diritti che una volta sanciti sono indisponibili a una loro revoca o rimodulazione, quasi che appunto come dici tu, non avessero un costo. Ma ti immagini tutto il danno concreto che si produce quando si afferma che certi diritti sono indiscutibili e si ignorano le condizione materiali del loro esercizio? Alla fine quei diritti li difende di più chi ricorda la loro origine piuttosto che chi li difenda come fossero un elemento sacro degli ordinamenti esistenti.

Non ho bisogno di immaginarlo, lo vedo.Il declino italiano sta in gran parte li.

Non capisco nulla di filosofia politica o di economia, ma quando sento teorie che cozzano col buonsenso divento sospettoso: a volte a torto, ma per cambiare idea pretendo mi si spieghi il perchè.

Ma cosa leggete? Questo è un deficiente e basta.

E che quindi la Cina, diversamente da noi, può finanziare lo sviluppo senza debito.

E lo sviluppo senza debito è anche senza inflazione, [...]

Dev'essere perché non c'è inflazione che i prezzi delle case crescono al 30% annuo e negli ultimi mesi la Cina ha visto aumenti salariali dal 20% al 100%.

Un classico esempio di quello che commentavo altrove l'altro giorno: il mondo pullula di minus habens che confondono l'economia con la loro religione personale e le loro seghe mentali. Ignorateli, per favore. Sono come i guaritori alla padre pio: falsi, ignoranti e dannosi.

 Inoltre il fatto di sviluppare prodotti di maggior design/tecnologia non ci mette al riparo da un futuro spostamento della produzione all'estero, basta guardare il settore dell'abbigliamento o degli organi meccanici di trasmissione

Ferrari a parte,  il mercato dell'auto è quello che dimostra come dalla bassa tecnologia e del modesto livello tecnico, dall'imitazione nel design si possa passare ad essere leader nel mercato. Lo hanno fatto i giapponesi prima, i coreani ancora oggi. Lo faranno anche i cinesi che ai loro ritmi impiegheranno meno tempo che gli altri asiatici. Tenere il mercato sarà un affare serio per tutti e per FIAT, soprattutto se non viene seguita la cura Marchionne per gli impianti e se non si scala la montagna della qualità, tecnologia ed innovazione e del branding.

dove un ingegnere italiano costerebbe IN MEDIA 150 k$/anno?

Diciamo largo circa 150k$=120kE di costo azienda=100kE stipendio lordo, non ho dati precisi ma mi pare ragionevole per un senior, cioè non il ragazzo che tira linee col tecnigrafo. Perchè Le sembra tanto o poco? 

Diciamo largo circa 150k$=120kE di costo azienda=100kE stipendio lordo, non ho dati precisi ma mi pare ragionevole per un senior, cioè non il ragazzo che tira linee col tecnigrafo. Perchè Le sembra tanto o poco?

Capisco che al Sud gli stipendi sono più bassi, ma ti assicuro che 100'000 € lordi sono un sogno, per l'ingegnere lavoratore dipendente "tipo" con 15/20 anni di esperienza. (poi, certo, per i lavoratori autonomi, professionisti e ministri alla Lunardi-style le cose sono diverse... ma non si parla di stipendi, a quel punto)

Tanto per darti qualche dato(qui) il contratto collettivo metalmeccanico prevedeva nel 2008 stipendi lordi massimi (escludendo aumenti individuali, aziendali ) di circa 26'000€ (pari a circa 40'000€ di costo del lavoro complessivo), cui si deve sommare un massimo di circa 2'600 € lordi per gli scatti di anzianità dopo 10 anni(che saranno altri 4/5'000 € di costo del lavoro, presumo)

Si, alcuni diventano dirigenti a salgono a cifre superiori, ma non posso credere che riescano ad alzare tanto la media.

P.S.: se conosci qualcuno che paga 100'000€, mi manderesti un riferimento che preparo il CV? Sai, mi accontento di 80'000...e possiamo anche chiudere a 70'000!! ^_^

anche al nord non è molto diverso per la maggior parte degli ingegneri che quasi sempre sono anche sottoqualificati e demotivati.

Bell'articolo, bravo Stefano Feltri per portare nel dibattito quelli tra 24 e 30 anni!