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La Cina ci è vicina. Secondo la FIOM è a Pomigliano d'Arco

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Volevo condividere questa risposta che mi ha dato Cristiana Alicata a una mia domanda su Pomigliano:

 

La situazione di Pomigliano e Termini è molto complessa. Sono stabilimenti con il più alto tasso di malattia ed assenteismo d’Europa. Non un caso che siano ubicate nelle terre della criminalità organizzata. Forse il sindacato dovrebbe studiare di più. Forse dovremmo riflettere di più davanti al primo caso di azienda che invece di chiudere e delocalizzare chiede di avere delle garanzie per restare in Italia. Questa è una rivoluzione al contrario e nemmeno ce ne siamo accorti. Non abbiamo capito che quando difendere un diritto è divenuto difendere un privilegio abbiamo trasformato l’Italia in una nazione da cui le aziende fuggono ed in cui gli stranieri non fanno investimenti industriali. Meglio poco lavoro privilegiato o molto lavoro in cui ci siano delle regole chiare? Una nazione dove difendiamo i vecchi con contratti a tempo indeterminato e nessuno assume più un giovane operaio se non a tempo determinato o peggio? Chi stiamo difendendo?
E’ chiaro che deve esistere un rapporto di reciproca fiducia. Questo deve fare il sindacato. Dire che quando un operaio sarà davvero malato ritroverà il suo lavoro al ritorno. Dire che se un operaio un giorno dovesse scioperare per un diritto davvero leso, troverà il suo lavoro. Questa è la battaglia che deve fare il sindacato. Chi imbroglia è fuori. Chi si assenta è fuori. Chi frega è fuori. Anche quella è una forma di evasione e prima capiamo che va combattuta prima faremo il bene dell’Italia, ma anche di quell’Internazionale tanto cara.

Io spero solo che abbia ragione, ma è dai tempi del referendum sulla scala mobile che sento parlare di "privilegi degli operai" e di "costo del lavoro", poi penso allo yacht di Piersilvio, ai capitali scudati, ai morti sul lavoro e mi viene un filo di diffidenza. PS: magari coi permessi elettorali eccedono, ma le elezioni mica si tengono ogni mese. Capisco la rabbia per i picchi di malattia in occasione delle  partite (io il calcio lo odio), però allora: 

http://bracconi.blogautore.repubblica.it/2010/06/15/il-tricolore-no-ma-lazzurro/

Ieri sera, all’ora della partita, erano presenti nell’aula di Montecitorio solo un pugno di deputati. Che via via sono diventati sempre meno. Tanto che quando De Rossi ha segnato il gol del pareggio gli onorevoli presenti erano quattro di numero: Roberto Giachetti (Pd), Donato Bruno (Pdl), Amedeo Ciccanti (Udc) e Roberto Calderoli.

Il provvedimento sotto esame era il Codice delle autonomie, definito dalla Lega “uno dei pilastri del federalismo”. E in Transatlantico, a metà seduta, il deputato del Carroccio Volpi si è sfogato. “Non è possibile che questo tema sia in calendario serale, e il fatto che coincida con la partita è una follia”.

Tanto più che giocava l’Italia, mica la Padania.

questi dove li mandiamo a rieducarsi? Vorkuta, Karaganda, la Kolyma?

 

e dobbiamo aspettarci che il sindacato risolva il problema della criminalità organizzata?