Titolo

La Cina ci è vicina. Secondo la FIOM è a Pomigliano d'Arco

6 commenti (espandi tutti)

Non riesco a capire tutto il casino intorno ai 18 turni settimanali. Mio padre lavora nello stabilimento Marazzi di Teramo, che fu acquisito dal gruppo modenese nei primi anni 90, dopo il fallimento della SPEA, società che controllava il medesimo stabilimento. La Marazzi pose ovviamente condizioni più stringenti rispetto alla vecchia gestione, a partire dall'organizzazione della produzione in 21 (si, ventuno) turni settimanali, dato che spegnere i forni e riaccenderli il Lunedì costa un sacco di soldi e una volta che sono accesi tanto vale tenere aperte le altre linee, come lo spugnaggio, la rettifica dei pezzi e la modellazione. Nessuno, dopo due anni di cassa integrazione e lo stabilimento in mano al curatore fallimentare ebbe niente a che dire e non ricordo nessuno borbottare di Cina, Polonia e Romania (ai tempi era evidentemente poco di moda). I ventuno turni furono (e sono ancora) coperti secondo un sistema di turnazione 2-1 o 3-1 (ovvero si lavora due/tre giorni e poi se ne ha uno libero), i turni di notte e di domenica sono pagati di più e gli operai hanno una certa libertà nello scambiarsi i turni, nel caso in cui qualcuno non possa recarsi a lavoro in un determinato giorno. Lo stabilimento è finalmente produttivo, ci si sente molto meno precari (a parte la cassa-integrazione a rotazione dell'ultimo anno mio padre non ha mai dovuto occupare tetti di edifici o sequestrare dirigenti del gruppo per evitare la chiusura della fabbrica), a nessuno son venuti gli occhi a mandorla e possono ancora scioperare, trattare con il gruppo dirigente, avere riunioni sindacali e lavorare non più di 20-22 giorni al mese (gli straordinari sono ovviamente retribuiti, e bene). Dov'è il problema a Pomigliano?

Dov'è il problema a Pomigliano?

A Pomigliano (NA).

non nei turni

la Fiat ne chiede 18 ma si accontenta di 17

nessuno nel campo fa meno di 21 turni che garantiscono per esempio la qualità della verniciatura ed anticorrosione.

le carozzerie decappate vengono subito verniciate e così si possono garantire anche 20 anni contro la corrosione.

La FIOM accetterebbe i 21 turni ; non accetta alcune norme inerenti malattia e diritto di sciopero. 

Visto che a quanto pare la bassa produttività dovuta all'assenteismo è uno dei noccioli principali del contendere, volevo chiedere a Marco Esposito se ha a disposizione dei dati precisi in merito: in particolare volevo sapere se le dichiarazioni di Landini (segret. Fiom) (link1 link2) fossero verosimili o meno, e se ci sono dati recenti al riguardo.  

Landini sostiene che i dati recenti (successivi al 2004) farebbero emergere Pomigliano come lo stabilimento con l'assenteismo più basso del gruppo (?!). 

qualcuno ne sa qualcosa? grazie, ciao

giovanni

Landini confonde le assenze con l'assenteismo, le assenze dovute a permessi, malattie, etc. sono fra le più basse del gruppo perchè a Pomigliano sono anni che c'è la CIG a rotazione, quindi se aumenti il denominatore falsi il risultato, perchè assumi che i lavoratori in CIG facciano parte dello stesso, mentre non è così.

Comunque FIAT parla di assenteismo anomalo, lo sanno pure i ciucci che se in un reparto uno prende l'nfluenza (tranne la A, perchè di quella abbiamo vaccino a morire..) è facile che dopo un pò ho mezzo reparto a letto con l'influenza, ma sono eventi facilmente prevedibili e rimediabili, un pò meno il numero di permessi sindacali in un mese.

In parole povere: Landini falsa i numeri pro domo sua, la FIAT parla comunque di altro.

P.s.

I tuoi link non portano ad alcun numero...

P.s.

I tuoi link non portano ad alcun numero...

sì lo so. ho trovato sul web quelle dichiarazioni, che mi sembravano quantomeno sospette vista l'entità del fenomeno dell'assenteismo descritto qui e altrove. dal momento che non riuscivo a trovare cifre che confermassero (o smentissero) quanto affermato dalla Fiom, ho pensato di chiedere lumi..

grazie per il chiarimento comunque. 

:ciao: