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La Cina ci è vicina. Secondo la FIOM è a Pomigliano d'Arco

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Mah, cose che succedono ma un po' dappertutto. In una mia precedente vita come international trader, attorno all'inizio degli anni '90 mi capito' di ricevere una richiesta d'aiuto da dei miei fornitori Taiwanesi di schede madri: questi erano stati convinti da un venditore ad ordinare una partita di DRAM aprendo lettera di credito che specificava il dettagliato part number del chip. Purtroppo scoprirono poi che il part number in questione non corrispondeva a DRAM ma a "dummies", cioe' a contenitori identici ma vuoti da usare per la taratura delle macchine di montagio automatico... Inutile dire che la perfetta corrispondenza tra part number e merce ordinata (nonostante il prezzo pagato fosse centinaia di volte superiore al valore di mercato) escludeva qualsiasi possibilita' di azione legale. In quel caso la fregatura era stata data da una ditta non cinese ma italiana, per la precisione di Roma, a me sconosciuta e probabilmente fittizia.

Cio' detto, la legalita' in Cina ha i suoi "rough edges", specialmente in boomtowns come Shenzhen. Come dicevano i Latini, caveat emptor.