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La Cina ci è vicina. Secondo la FIOM è a Pomigliano d'Arco

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Nel 2004 a Melfi ci furono svariati giorni consecutivi di sciopero, inizialmente promossi dalla Fiom ma poi condivisi dalla maggior parte dei lavoratori, di qualsiasi organizzazione sindacale. Protestavano contro i turni massacranti (soprattutto la 'doppia battuta') associati a un regime di sanzioni asfissianti. Alla fine la Fiat si è un po' piegata. Non so ora, ma prima della 'rivolta' la fabbrica di Melfi aveva un rapporto costo del lavoro/valore della produzione più basso d'Italia e paragonabile (se non sbaglio) ai livelli est-europei.

Ora tocca a Pomigliano: 18 turni settimanali dal lunedì alla domenica mattina, 80 ore minime di straordinario, pause ridotte. Sono proprio curioso di vedere se i ritmi di lavoro verranno 'digeriti' oppure se anche qui ci sarà una qualche forma di protesta spontanea dei non-fiom. Io mi auguro di sì: ma la Fiat sembra essersi premunita, rispetto all'esperienza melfitana, con alcune clausole (tipo la 14) e con l'istituzione della commissione paritetica (per dirimere cosa? e perché mai?)