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L'economia politica de "gli economisti"

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Dal tardo 2008 un mito si aggira per il mondo: che quella serie di eventi che chiamiamo “crisi” sia stata il frutto puro, duro e nocivo dei mercati lasciati a se stessi e della concorrenza economica esercitata in totale libertà, senza regolatore, senza governi, senza banche centrali, senza (dis)incentivi fiscali, insomma senza lo "stato"  nelle sue molteplici articolazioni.

Il fatto che la crisi economica abbia rappresentato una manifestazione della crisi dell'economia di mercato e sia dovuta alle profonde contraddizioni della medesima (economia di mercato) è ormai considerata verità auto-evidente.

In realtà è una balla.

Ma quale balla! Ascolta, oh stolto duo mercatista: in Australia manco si sono accorti che ci sia stata una recessione (figura sotto). E' arcinoto infatti che l'Australia e' un'economia chiusa al movimento internazionale di merci e capitali (si commerciano solo conchiglie e mutande di sughero, trasportate da un'isoletta all'altra in canoa), un'economia pianificata dove il capitalismo e' stato finalmente spodestato, dove non ci sono nocivi mercati finanziari, dove c'e' con un governo onnipresente, onniscente, onniregolatore, e naturalmente espansivo.

growth rates 2005-2011

Fonte: OECD Economic Outlook, Maggio 2010

Questo grafico sull'Australia è un invito al viaggio ancora più convincente....