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L'economia politica de "gli economisti"

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Mi dispiace particolarmente aver visto nell'elenco dei nomi anche alcuni miei prof...due di storia economica e uno di macroeconomia 2.

Tornando al tema del post, credo che la vostra risposta, che condivido in pieno, avrà poco risalto rispetto alla lettera degli economisti, questo è un peccato grande. La questione è che gli argomenti che voi portate avanti non hanno niente di politically correct, in senso lato intendo; gli elettori vogliono spesa, sussidi, aiuti...in questo caso la risposta liberista non li attrae in nessun modo, per cui la stampa, i politici e robaccia varia preferiscono pubblicare la letterina tanto populista quanto fuorviante.... purtroppo questo è il circolo vizioso che vedo da quando capisco un minimo di politica ed economia; il consenso è l'obiettivo della nostra politica, punto e basta.. in Italia, così come in altri paesi del terzo mondo (sono ironico ovviamente...), esiste un trade off tra consenso e politiche liberali, ovviamente si sceglie sempre il primo (con le ovvie conseguenze). L'unico uomo che può ovviare a tale fenomeno è un super-genio avente la capacità di rendere felici gli elettori nel breve e lungo termine e capace di realizzare le opportune riforme fiscali (abbassare le tasse) e un'oculata gestione della spesa pubblica (sempre riduzione).