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L'economia politica de "gli economisti"

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Beh, io sono cresciuto negli anni 90 nella facolta' di statistica del "La Sapienza", piena di pseudo-eterodossi di diversa origine (sraffiani, post keynesiani, evolutivi, neo-austriaci), ho speso mesi della mia vita a studiare cose inutili (corso di economia I speso a capire perche' Ricardo non e' un marginalista ad esempio), per non parlare del primo tentativo di tesi (poi abbandonato spostandomi su econometria) tentando di dire cose eterodosse a tutti i costi (perche' tutto il mondo non ci capisce niente di economia e ci sono i paradigmi dominanti che devono essere abbattuti, etc. etc...)

Per fortuna il mio MSc fatto anni dopo (sono stati necessari anni di disintossicazione nel mercato del lavoro per permettermi di ricominciare a studiare economia) mi ha restituito tutto cio' che non avevo avuto dalla mia laurea (come un vero corso di micro per esempio), e per reazione forse sono diventato un general equilibrium economist (all'estero).

Ma se guardo indietro di danni irreversibili quei prof me ne hanno fatti e parecchi.

Quindi, sara' pur vero che non sono la totalita' dei professori di economia italiani, ma purtroppo spesso insegnano economia I (o macro I) e in qualche modo possono distorcere la prospettiva che un giovane studente ha, condizionandogli tutto il percorso formativo, alla fine o sei uno di loro (e fai parte della cricca) oppure non fai l'economista (perche' ti rendi conto che quello che hai studiato e' solo confusione e non porta a niente).

Magari c'avessi avuto un Bisin o un Boldrin come insegnante....

 

 

 

Come e' naturale che sia, questi colleghi non sono distribuiti uniformemente tra i vari dipartimenti. In alcuni, costituiscono ormai la maggioranza. In altri, sono ben lontani dall'esserlo. In altri ancora, non ve ne e' traccia. :-)

perché Ricardo non è un marginalista [...]

Che lo era, invece.

Il problema non sono solo gli economisti (che sono una minoranza della popolazione)

Moltissime persone non studieranno mai nella loro vita economia o diritto (nemmeno a livelli base), tra quelli che lo faranno una gran parte non lo farà a livello universitario.

L'elettore medio non ha accesso ad un'istruzione economico giuridica nemmeno accettabile.

Io ritengo che siano 2 materie (insieme a Storia) obbligatorie in tutti i percorsi di studio, almeno a livello base. Giusto per avere gli strumenti (nel caso ci sia la volontà sia chiaro quella non si studia) per informarsi. Altrimenti una lettera di 100 economisti ed un post su nFA rischiano di avere la stessa autorità, tanto chi legge non ci sta capendo niente.

Credo che il mio rimarrà un sogno...

se insegnassero stora correttamente Pizzati sarebbe contentissimissimo

Che lo era, invece

:) non era un esempio a caso

Caro Andrea io son cresciuto in età nella stessa Facolta' nella prima metà degli anni '80 visto che per l'altezza avevo già raggiunto lo stato stazionario. Quasi con gli stessi professori che hai avuto tu, dove per l'esame di economia II c'era pure questo libro di  H.Minsky. A quanto mi risulta sull'argomento i professori reduci da quel periodo, ovvero presenti ancora nel dipartimento di economia, sulla crisi economico-finanziaria hanno scritto questo:  A.Roncaglia  S. Bruno: ed il prof. L. Spaventa ora emerito ma che dal 1977 si era distaccato dallo sraffismo  qui . Eppoi una grossa delusione, uno scritto del prof. G. Gandolfo, che seppur non insegnasse nella nostra Facoltà, i suoi libri di economia internazionale e di economia matematica erano per noi un valido punto di riferimento ( qui)