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L'economia politica de "gli economisti"

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Bellissimo articolo. Grazie di cuore per la mirabile sintesi.

Mi rimangono alcune cose che non capisco (tralascio riferimenti a teorie economiche ed economisti che non conosco e quindi non posso capire).

La parte che mi rimane più oscura delle spiegazioni, e dove rimango perplesso, è dove si parla della finanza e dei sui strumenti "specualtivi" che vengono sostanzialmente difesi con deduzioni logiche anche abbastanza semplici.

Ho appena finito di leggere in italiano "La crisi non è finita" di Roubini e Mihm in quel lavoro si va giù piuttosto duri con il sistema finanziario glogale.

Per citare:

1)  "La bacchetta magica della leva finaziaria" che riesce ad impegnare le mutande anche della banca  se sei abile ad occultare e ti finanza e terremota come conseguenza il sistema finanziario globale.

2)  I derivati al cubo - la definizione è mia - le cartolarizzazioni eterogenee che sono definiti strumenti opachi in quanto non è più possibile calcolare il rischio insito, quindi inassicurabili, e si entra nel regno dell'incertezza e quindi dei valori della psicologia umana (gioco del pocker, so che esistono teorie economiche al riguardo) non della matematica.

Domando scusa della pedanteria, ma sono curioso.

 

Son due cose diverse.

Ciò che costoro (ed altri) attaccano è l'operare basico del sistema finanziario, la cosa che chiamano "speculazione" e che funziona come da noi descritto. È cosa utile e per niente difficile da intendere. C'era anche 100 anni fa o 20 (ricordi Lira, Peseta e Sterlina nel 1991-92?) e non ha molto a che fare con le innovazioni degli ultimi 15 anni.

Sul sistema finanziario internazionale e le sue regole la mia posizione è molto diversa, l'ho già espressa chiaramente ai tempi della crisi e, pur essendo diversa da quella di Nouriel (che nel libro fa eccessivo populismo oltre che parecchia confusione per fini commerciali, del libro intendo) non è per nulla positiva.

Li' si tratta di tre problemi fondamentalmente: (1) regolatori catturati ossia che lavorano per coloro che dovrebbero regolare; (2) scarsa concorrenza ed istituzioni troppo grandi che manipolano i mercati con il loro potere di monopolio; (3) il rischio morale indotto dalle politiche di continuo salvataggio di chiunque sia troppo grande per fallire o di chiunque sia identificato come "national champion".

Temi per l'estate.