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L'economia politica de "gli economisti"

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Caro Sandro, grazie mille per averci fatto sapere cosa avresti scritto tu.

Sei liberissimo di scriverlo, ovviamente, chi te lo impedisce? Magari sei più bravo di noi a farlo. Anzi, probabilmente lo sei di sicuro. Infatti, l'ultima volta che ho fatto leggere un tuo articolo di matematica a mia zia ha detto che aveva capito tutto ...

P.S. Se proprio vuoi le narrazioni, leggiti il blog e ne trovi dozzine di narrazioni di cosa sia successo. Cosa dobbiamo fare? Ripeterle ogni settimana solo perché tu non fai attenzione e salti gli articoli? Fossi in te, prima di spiegare agli altri cosa scrivere leggerei con attenzione cos'hanno scritto. Vale per me come per Jose Saramago.

 

In effetti ricordo un anno fa una divertente narrazione sulla crisi scritta, mi sembra, da Giovanni Federico. Il punto che tentavo di fare è un altro. La lettera pur troppo lunga dei cento economisti può essere riassunta in una storiella facile facile (anche se non documentata). Questo la rende efficace come strumento per influenzare l'opinione pubblica. La migliore risposta da questo punto di vista sarebbe una storiella altrettanto facile, ma ben documentata. Credo invece che le polemiche tra professori disorientino il pubblico.

"l'ultima volta che ho fatto leggere un tuo articolo di matematica a mia zia ha detto che aveva capito tutto ..."

Ormai, dopo Elvis, Lou Reed, il bollito misto e gli anolini Boldrin è il mio mito.