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L'economia politica de "gli economisti"

6 commenti (espandi tutti)

Molto interessanti queste considerazioni. Nulla di nuovo comunque, lo scriveva già Mises in maniera più ordinata e sistematica, ovviamente. Hayek in maniera più approfondita. Ecco, quando gli economisti ripartiranno da Hayek, forse ne verremo fuori. Forse.

Meno male che siamo rimasti all'Asiago. O, comunque, ad un Taleggio.

Davvero Hayek e Mises sapevano già tutto? Mi indichi dove, che magari li copio la prossima volta ...

Dove ho scritto che sapevano già tutto? Me lo indichi. Ho semplicemente fatto riferimento alle sue considerazioni di cui sopra. Wow, un panino all'asiago e scalare in prima?

beh, hayek e mises e la gloriosa scuola austriaca di economia ha comunque una sua "narrazione" (va tanto di moda dire narrazione...) abbastanza convincente, tanto che lo stesso roubini nell'ultimo libro pubblicato ne cita gli argomenti come ragionevoli spiegazioni della crescita sul lungo periodo. se gli austriaci facessero anche pace con lo stato moderno e le banche centrali indipendenti, senza atteggiarsi troppo a eterodossi depositari di verità assolute (linea mises-rothbard), potrebbero dare un contributo davvero notevole al dibattito economico. peccato. forse per questo schumpeter, pur non essendo austriaco (nel senso di scuola austriaca) continua ad essere più letto e ricordato di Mises. ma questa è un'altra storia.

Dove ho scritto che sapevano già tutto? Me lo indichi.

Ecco fatto:

Molto interessanti queste considerazioni. Nulla di nuovo comunque, lo scriveva già Mises in maniera più ordinata e sistematica, ovviamente. Hayek in maniera più approfondita.

Ora mi indichi tu dove M o H hanno discusso la relazione fra produttività dei fattori ed evoluzione della distribuzione funzionale dei redditi in Europa nel secondo dopoguerra, riportando i dati.

P.S. La battuta sul nomignolo che ti sei scelto non è mia ma di una mosca noiosa che non riesce ad uscire dalla stanza.