Titolo

L'economia politica de "gli economisti"

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Tic-Toc

Arpazo 23/6/2010 - 23:52

Leggo:

perché i capitalisti son stupidi. È vero che pagano poco i lavoratori, però poi prestano soldi a vanvera perché il loro consumo aumenti comunque, quindi ... quindi una pacchia infinita, no?

E scrivo:

Senza scomodare Kant, già l'ultimo scortichino romano (vedi in Rutilio, o il buon vecchio Seneca) farebbe presente l'unico cardine attorno cui ha senso muovere il discorso del lucro: il tempo. La dimensione temporale spezza l'identità degli attori in gioco, le quantità in esso presenti, il loro valore, ed in summa, l'assurdità di un discorso che assurdo diventa solo nel momento in cui viene reso tale, in un'appiattimento storico che rappresenta l'unica chiave di lettura di tale assurdità. E quando parliamo di "unica chiave di lettura", si profila all'orizzonte lo spettro della mitica causa sui.

Bella citazione, ma dimentichi un pezzo:

"Come se fosse antani anche per lei soltanto in due, oppure in quattro anche scribai che cofandina; come antifurto, per esempio."

No, ha ragione: saggio è colui che contemplerà la melodia del Toc, stolto colui che vivrà assordato dal rumore del Tic. Ma Tic e Toc risuoneranno insieme nella perfezione della supel-cazzola ple-matulata (12° Dalai Lama).