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L'economia politica de "gli economisti"

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tu dici: "Shackle e Lachmann non li ho letti molto (ho letto un libro e qualche articolo del secondo senza però trovare nulla di incompatibile con Mises), però mi hai fatto venire in mente un esempio di distorsione ideologica. Per Hayek (e credo anche per Mises) l'attivismo monetario è una condizione sufficiente per avere boom insostenibili, non una condizione necessaria: il mercato produce errori in continuazione, non ci può essere garanzia di equilibrio (il Prof. Cubeddu, con economia di parole, parla di "concezione non finalistica"). Questa cosa si è poi completamente persa, evidentemente perché ideologicamente scomoda".

per me rappresenta il punto più dolente: l'incapacità di prendere sul serio l'instabilità del capitalismo, che è poi anche la sua ricchezza. hanno preso sul serio l'incertezza, ma non i suoi effetti, riconducendo qualunque squilibrio ad interventi esogeni. i rothbardiani ti rispondono: non c'è verso, togli la monopolio di emissione e la riserva frazionaria e vedrai che il capitalismo non può che essere stabile.

@boldrin: anche se la domanda era per if, rispondo io per motivi personali: è purtroppo vero. così mestamente vero che a difendere certe idee ti vengono solo crisi di coscienza. ti senti l'utile idiota dei tempi andati. e soprattutto, ti senti in pessima compagnia umana. ma va bene lo stesso.