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L'economia politica de "gli economisti"

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bell'analisi.

Come innesco del patatrac aggiungo che secondo me anche il prezzo del petrolio in tripla cifra ha dato una bella mano, con soldi sottratti al pagamento di mutui e debiti.

Re(1): Austriaci...

lf 24/6/2010 - 15:42

Non credo. Io considererei i prezzi dei beni capitali endogeni al ciclo economico. Sono cresciuti alla fine del boom (se di boom si può parlare) e all'inizio della crisi, sono scesi improvvisamente fino all'inizio 2009, e da allora sono tornati a crescere, ma meno che nella prima fase.

Questo valeva sia per il petrolio che per tutte le materie prime, si salvano veramente pochi elementi della tavola di Mendeleev, e la cosa è anche facile da vedere nelle statistiche del PPI (producer price index) della Fed (FRED), che ha avuto - come accade sempre - delle convulsioni molto maggiori del CPI.

Ma era uno shock esogeno? Probabilmente è la dinamica normale del ciclo economico. All'inizio della crisi c'era una carenza di fattori di produzione (di capitali), che si sono apprezzati, poi la crisi finanziaria ha ridotto la pressione della domanda aggregata, e quando la crisi finanziaria ha rallentato i prezzi hanno continuato a salire. (spiegazione un po' autistica: dovrei considerare anche la domanda estera, ma non ho dati "cronologici").

Credo che allo stato attuale, se la domanda aggregata dovesse salire, si sentirebbero subito pressioni sui prezzi, almeno dei fattori di produzione (comprimendo i rendimenti industriali). Se dovesse ritornare la crisi finanziaria, invece, i prezzi crollerebbero altrettanto rapidamente. Difficile fare previsioni, ma l'unico esito improbabile credo sia una ripresa vera e con prezzi stabili.

Negli ultimi mesi il CPI mi è parso piatto, più o meno come tutto il resto. :-)

Non c'é stata una riduzione della produzione alla base dell'aumento del prezzo (in realtà non c'é stato neanche un aumento della produzione che è pressoché stabile da qualche anno) che piuttosto è stato indotto dall'aumento della domanda, ovvero dalla possibilità di utilizzare il petrolio in modo più produttivo (grazie a Cina, India, Brasile, ecc.). In altri termini non mi sembra che al momento vi sia una qualche forma di razionamento produttivo dovuta alla carenza di fonti energetiche (almeno fino ad oggi). Quindi c'è stato semplicemente un trasferimento di reddito e di capacità di spesa verso i paesi produttori di petrolio e nessuna riduzione della domanda a livello globale.