Titolo

L'economia politica de "gli economisti"

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Riguardo all'articolo della Stirati vorrei proporre un paio di osservazioni:

La Stirati scrive:

Nella Lettera si afferma che una redistribuzione del reddito a favore dei redditi più elevati, (quale si è manifestata nei paesi industrializzati nell’arco degli ultimi trent’anni) tende a deprimere la domanda aggregata e la crescita.

 

La mia impressione è che stiano cercando di girare la frittata. Nel senso che nella lettera non ho trovato un riferimento a questa affermazione della Stirati, a meno che non sia una libera interpretazione della ormai mitica frase:

 "Come è stato riconosciuto da più parti, questa crisi vede tra le sue principali spiegazioni un allargamento del divario mondiale tra una crescente produttività del lavoro e una stagnante o addirittura declinante capacità di consumo degli stessi lavoratori".

Tirata un po' troppo per i capelli secondo me.

Inoltre ho dato un occhiata ai rapporti del Fondo Monetario e dell'Ocse segnalati nell'articolo, ed è vero che segnalano un aumento delle ineguaglianze (non mi sembra una novità), ma questo non mi sembra che giustifichi quanto affermato nella lettera (che poi è stato già ampiamente sbugiardato dai dati nella vostra replica). L'allargamento del divario mondiale tra una crescente produttività del lavoro e una declinante capacità di consumo degli stessi lavoratori esiste solo nelle loro teste.

Nel rapporto del Fondo Monetario dell Ottobre 2007 si può leggere:

Chapter 4 takes a longer-term perspective and looks at what has happened to inequality around the world, particularly during the recent surge in various forms of globalization.
While we have written extensively, including in the April 2007 World Economic Outlook, about the benefits of globalization, the findings in this chapter should be seen as more cautionary.
In almost all countries, inequality has increased in recent years. The authors find that increased trade is not the culprit. Rather, it seems likely that the spread of new technology around the world, both in general and through foreign direct investment, has disproportionately benefited people who are better educated.
The implication, of course, is not to try to prevent the adoption of new technology—such an approach would be sure to derail growth.
Rather the policy objective should be to provide the education and other social services (such as affordable health care, a reasonable-cost pension system, and so on) to ensure that as many people as possible can find and keep highproductivity jobs. It would be unwise to ignore the issue of growing inequality; globalization is a key source of rising world prosperity, but more effective policy actions are needed to make sure that these benefits are well shared. (Pag xii e pag xiii)

 

Contrary to popular belief, increased trade globalization is actually associated with a decline in inequality. (Pag xvii)

Considerazioni che mi sembrano un po' distanti da quelle della lettera degli economisti (non vengono invocate certo misure protezionistiche, tutt'altro).

Inoltre a pag. 142 e 143 (nella figure 4.5 e 4.6) e pag 140 (fig. 4.3) ci sono un paio di grafici interessanti (scusate se non li metto direttamente) che mostrano come "la redistribuzione del reddito a favore dei redditi più elevati" non sia poi così palese come sembra affermare la Stirati.


Nel rapporto dell'OECD invece si legge:

It shows that there has been an increase in income inequality that has gone on since at least the mid-1980s and probably since the mid-1970s. The widening has affected most (but not all) countries, with big increases recently in Canada and Germany, for exemple, but decreases in Mexico, Greece and the United Kingdom (pag.15) 

But the increase in inequality – though widespread and significant – has not been as spectacular as most people probably think it has been. In fact, over the 20 years, the average increase has been around 2 Gini points (the Gini is the best measure of income inequality). This is the same as the current difference in inequality between Germany and Canada – a noticeable difference, but not one that would justify to talk about the breakdown of society.  (Pag.15)

Inoltre osservando la fig. 1.2 a pag. 27 del rapporto OECD, non mi sembra che ci sia una redistribuzione così elevata da giustificare quanto sostenuto dalla Stirati.

Magari mi sbaglio io (probabile) però se queste sono le premesse delle loro repliche....