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L'economia politica de "gli economisti"

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A me sinceramente fa un po' impressione che un professore ordinario in Italia possa diventare tale con ben 4 pubblicazioni che in media sono citate 2 volte (significa che neanche i suoi "amici" la considerano degna di nota). E questi sono quelli che vogliono dare forma al dibattito di politica economica in Italia? Ho l'idea che questa gente si faccia pagare uno stipendio dallo stato per quello che puo' essere considerato piu' un hobby che una professione (fara' pure tanto insegnamento non lo metto in dubbio, ma in 20 anni di carriera avere 4 pubblicazioni marginali e prendere uno stipendio da ordinario me pare un po' troppo! questa e' beneficenza!)

Probabilmente ha scritto anche altre pubblicazioni in italiano, che non ha elencato su Repec. In ogni caso, moltissimi ordinari anziani hanno anche meno, in termini di pubblicazioni su riviste "internazionali" (non italiane)

Hai ragione, ma a me viene il sospetto che considerino scrivere in inglese come un piegarsi alla cultura dominante :)

Sarebbe interessante dal punto di vista sogiologico capire perche' l'economista tipo della lettera si ritrova con almeno un 70% di pubblicazioni in italiano. Non credo che sia un problema di conoscenza di inglese (altrimenti sarebbe il 100%), il sospetto maligno e' che anche le riviste top eterodosse considerano di bassa qualita' la maggior parte degli scritti dei nostri economisti eterodossi.

Ma magari invece c'e' un motivo piu' recondito.

Guardando  google scholar, invece, si ritrova attribuite un totale di 108 citazioni per i suoi primi 10 scritti