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Gli economisti e i fatti

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Io credo che i grafici presentati non vadano al cuore del problema. Da un lato tu stesso riconosci che la produttività del lavoro à aumentata e che la labor share è stata stagnante in uk ed usa, crescente in jp e calante in it. Queste affermazoni mi sembra possano sostenere l'argomentazione iniziale che vuoi confutare. O per lo meno non sono palesemente contrarie a quanto in essa riportato.

Di conseguenza credo che il punto sia un'altro.

Credo che gli "economisti" della lettera, in funzione di una visione conflittualistica del rapporto tra capitale e lavoro 1) sostengano che il profitto sia una variabile "politica" e 2) sostengano vi sia un livello sostenibile nella distribuzione del reddito che potrebbe essere violato ai livelli attuali qualunque essi siano (tale livello va naturalamente formalizzato per poterne discutere).

Se le mie presunzioni non sono errate allora 1) i fatti che riporti non sono sufficienti a confutare la loro posizione; 2) sarebbe altresì necessario confutare un loro modello formale se esiste (e sperando che la sua forma ridotta non sia quella di un modello di equilibrio generale!).

Abbiate pazienza se ho detto minchiate. :)

Credo che gli "economisti" della lettera, in funzione di una visione conflittualistica del rapporto tra capitale e lavoro 1) sostengano che il profitto sia una variabile "politica" e 2) sostengano vi sia un livello sostenibile nella distribuzione del reddito che potrebbe essere violato ai livelli attuali qualunque essi siano (tale livello va naturalamente formalizzato per poterne discutere).

Be', in tal caso potrebbero onestamente dirlo e presentare le loro tesi come una proposta politica di lotta di classe, anziche' travestirle da spiegazione tecnica della crisi.

Da un lato tu stesso riconosci che la produttività del lavoro à aumentata e che la labor share è stata stagnante in uk ed usa, crescente in jp e calante in it.

Non confondiamo labor share con capacita' di consumo dei lavoratori. Se la prima e' costante la seconda non sta ristagnando: la capacita' di consumo dei lavoratori aumenta allo stesso tasso della produzione. La labor share ha un upper bound, che e' il 100%, quindi non puo' crescere indefinitamente.

In Italia e' diminuita visibilmente fino al 2000 mentre la produttivita' e' aumentata (ma i dati mostrano che e' il governo che si e' "appropriato" di quello che hanno perso i lavoratori), poi e' aumentata.

Non vedo come questi dati sostengano la teoria della lettera: il caso piu' favorevole alla teoria e' quello italiano, ma in termini di domanda in Italia lo stato ha comprato i beni e servizi che i lavoratori non potevano piu' permettersi a causa della maggiore tassazione dei loro redditi.

ho espanso una parte dei tuoi grafici

come si spiega la diversa divisione della torta inItalia e negli altri paesi

non dirmi le tasse poichè

Compensation of employees include contributi e tasse personali

Gross operating surplus and gross mixed income comprende le tasse non direttamente sulla produzione

grazie 

 

 

 

 

 

 

 

a