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Gli economisti e i fatti

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Credo che gli "economisti" della lettera, in funzione di una visione conflittualistica del rapporto tra capitale e lavoro 1) sostengano che il profitto sia una variabile "politica" e 2) sostengano vi sia un livello sostenibile nella distribuzione del reddito che potrebbe essere violato ai livelli attuali qualunque essi siano (tale livello va naturalamente formalizzato per poterne discutere).

Be', in tal caso potrebbero onestamente dirlo e presentare le loro tesi come una proposta politica di lotta di classe, anziche' travestirle da spiegazione tecnica della crisi.