Titolo

Gli economisti e i fatti

4 commenti (espandi tutti)

Premesso che esistono infinite teorie che si accordano con l'esperienza perchè si possono costruire ad hoc infinite funzioni in grado di 'fittare' qualsiasi serie storica, e che, teoricamente, nessuna conferma è mai definitiva, lo sviluppo di una teoria prende impulso dalle conferme empiriche.

L'atteggiamento di Popper è considerato ingenuo da Lakatos perchè descrive un mondo ideale che non ha riscontro nella pratica scientifica. Gli scienziati hanno la pellaccia dura e non abbandonano una teoria solo perchè in contraddizione con le evidenze, ma la corredano di ipotesi e premesse ausiliarie, oppure minimizzano e ignorano i fatti per salvarla. Lo spiega bene Lakatos con un esempio:

Un fisico dell'era  pre-einsteiniana prende la meccanica di Newton e la sua legge di gravitazione, (N), le condizioni iniziali accettate, I, e calco­la con il loro aiuto la traiettoria di un pianetino scoperto da poco, p. Ma la traiettoria del pianeta devia da quella calcolata. Il nostro fisico newtonia­no considera forse che la deviazione era vietata dalla teoria di Newton e quindi che, una volta stabilita, essa confuta la teoria N? No. Suggerisce che ci deve essere un pianeta p' fino a ora sconosciuto che perturba la traiettoria di p. Egli calcola la massa, l'orbita ecc. di questo pianeta ipotetico e poi chiede a un astronomo sperimentale di controllare la sua ipotesi. Il pianeta p' è così piccolo che neppure i più grandi telescopi disponibili sono in grado di osservarlo: l'astronomo sperimentale chiede allora un fondo di ricerca per costruirne uno ancora più grande. Nel giro di tre anni il nuovo telescopio è pronto. Se il pianeta sconosciuto p' venisse scoperto, questa scoperta verrebbe acclamata come una nuova vittoria del­la scienza newtoniana. Ma ciò non accade. Il nostro scienziato abbandona forse la teoria di Newton e la sua idea del pianeta perturbatore? No. Sug­gerisce che una nuvola di polvere cosmica ci nasconde il pianeta. Calcola la posizione e le proprietà di questa nuvola e chiede un fondo di ricerca per spedire un  satellite a controllare i suoi calcoli. Se gli strumenti del satellite (magari nuovi e basati su una teoria poco controllata) registrassero l'esistenza dell'ipotetica nuvola, il risultato sarebbe acclamato come una grandiosa vittoria della scienza newtoniana. Ma la nuvola non viene scoperta. Il nostro scienziato abbandona forse la teoria di Newton, insie­me con l'idea del pianeta perturbatore e con l'idea di una nuvola che lo nasconde? No. Suggerisce che in quella regione dell'universo vi sia un campo magnetico che ha disturbato gli strumenti del satellite. Viene invia­to un nuovo satellite. Se il campo magnetico venisse scoperto, i newto­niani celebrerebbero una vittoria strepitosa. Ma ciò non accade. Si consi­dera forse questo fatto come una confutazione della scienza newtoniana? No. O si propone un'altra ingegnosa ipotesi ausiliare o... l'intera storia viene seppellita nei volumi polverosi dei periodici e non viene mai più menzionata.

E non è detto che sia un atteggiamento scorretto, perchè, seguendo Popper, la meccanica newtoniana doveva essere abbandonata, dato che non si accordava con la 'anomala' precessione del perielio di Mercurio! Il punto è che la teoria aveva un utilità enorme e spiegava quasi tutto ciò che si conosceva della natura fino ad allora, con buona pace di Mercurio e della sua orbita.
Una teoria è tanto buona quanti più fatti riesce a spiegare, ovvero, quanto più è confermata empiricamente. Alla faccia di Popper.

Viste le premesse, difficilmente qualcuno dei Duecento ammetterà di aver scritto boiate (cit.), anzi prevedo che sul moribondo (la teoria) si perpetrerà un impietoso accanimento terapeutico ad opera dei vari dott. Balanzone che accorreranno al suo capezzale per prolungarne la vita in maniera artificiale.

Quindi, mi aspetto correzioni, integrazioni, nuove assunzioni e mirror climbing estremo, per cui invito i nostri ad armarsi di pazienza per espungere retorica e sofismi vari (le armi preferite dei parolai) dalla dialettica tenzone.

Premesso che esistono infinite teorie che si accordano con l'esperienza perchè si possono costruire ad hoc infinite funzioni in grado di 'fittaré qualsiasi serie storica, e che, teoricamente, nessuna conferma è mai definitiva, lo sviluppo di una teoria prende impulso dalle conferme empiriche.

Talking about us?

A tal proposito, sto in fase di studio del teorema Boldrin-Montrucchio. Purtroppo negli anni universitari (giusto l'anno scorso..) preferivano farci studiare qualcos'altro.

Non conosco. Mi riferivo a interpolazione e curve fitting, roba vecchia.