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Gli economisti e i fatti

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La premessa metodologica è assolutamente errata.. I dati non devono essere utilizzati per verificare, ma per falsificare.

Mi sembra un'affermazione di carattere tanto generale quanto discutibile.  Limitandomi al mio settore, la fisica delle particelle elementari, le teorie vengono elaborate per spiegare i fatti e nuove misure vengono progettate sia per falsificare le teorie sia per confermare predizioni non ancora misurate sperimentalmente. L'assenza/debolezza delle correnti neutre fece elaborare una teoria che prevedeva l'esistenza di una nuova particella, non ancora osservata (il quark charm).  L'osservazione dei mesoni con charm e' stato un elemento importante per confermare la teoria. La teoria elettrodebole prevedeva bosoni massivi carichi e neutri (W, Z0): questi sono stati cercati e trovati, e chi l'ha fatto e' stato anche premiato col Nobel.

E' l'essenza del metodo di Galileo. Gli esperimenti sono pensati per convalidare e/o bocciare la teoria. Se ben ricordo il Nobel è stato dato ad Abdus Salam (a Trieste ve n'è traccia) e altri due.

Da ignorante di economia, vedo un po' più difficile applicare il metodo Galileiano come viene applicato nelle scienze naturali, in quanto non si può "ripetere un esperimento" cambiando una sola variabile per "vedere che succede". Ciò perchè (ripeto, da ignorante) nelle scienze sociali è come assistere ad un flusso continuo influenzabile da moltissimi fattori, non tutti noti a priori, ma non esattamente ripetibile. Per cui si intravede un "trend" suggerito da esperienze precedenti, ma la certezza totale non esiste. Altrimenti dova va a finire il bello del giocare in borsa? ;-)

Ed ecco che le interpretazioni proliferano.

Economisti, correggetemi se sbaglio la mia (personale) visione delle scienze economiche.