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Gli economisti e i fatti

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Il problema è che gli "autonomi" in Italia sono le partite IVA, praticamente "tutti" i nuovi occupati nel settore privato (ma anche in parte di quello pubblico) sono con partita IVA, da qui l'esplosione del lavoro autonomo.

E questi lavoratori parasubordinati atipici oltretutto fanno media, per cui l'aiuto gioielliere "assunto" a partita IVA abbassa la media dei gioiellieri (che comunque sono dei grandi evasori).

Nel merito dell'obiezione a Giulio: capisco che i dati si possono interpretare in maniera diversa, ma i fatti rimangono tali: dalla metà degli anni '80 in poi è cresciuto solo il settore settore pubblico, che per sostenersi ha fatto debiti o aumentato la pressione sul settore privato, continuo a non capire come maggiore spesa pubblica possa essere un beneficio.

Ultimo post, e poi smetto (altrimenti finisce che faccio questo per lavoro). Rispondo per me (e' il mio punto di vista personale). Il mio punto di vista non e' che una maggiore spesa pubblica porti sempre dei benefici. E' semmai che una spesa allocata in maniera migliore possa portare a dei benefici. Ad es., in giro per il mondo e' pieno di studenti cinesi con borse di studio governative, che studiano nelle migliori universita'. Questi senza queste borse di studio non potrebbero studiare all'estero. Per "ripagare" tali borse dovranno lavorare per almeno 3 anni per il governo. Magari spesa pubblica di questo tipo rappresenta un risorsa per il paese. Come gia' detto in altro post, se invece l'apriori e' che non si possa spendere meglio, e che sia TUTTO spreco, ovviamente concordo pure io che e' meglio tagliare.

Il problema è che gli "autonomi" in Italia sono le partite IVA, praticamente "tutti" i nuovi occupati nel settore privato (ma anche in parte di quello pubblico) sono con partita IVA, da qui l'esplosione del lavoro autonomo.

Ma allora perchè i dati di Giulio danno l'incidenza del lavoro autonomo in lieve calo?

Figura 6. Incidenza del lavoro autonomo