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Gli economisti e i fatti

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In altre parole, se aumento brutalmente la spesa pubblica e la spendo per assumere 1 milione di nuovi dipendenti pubblici che comunque forniscono grossomodo lo stesso livello di servizi di prima, forse diminuisco la disoccupazione (cosa che è effettivamente avvenuta in Italia), ma non producendo un maggiore valore aggiunto, mi ritrovo con una produttività complessiva minore. Poi, non avendo voglia di spiegare ai neodipendenti pubblici e più ancora ai privati a cui ho dovuto aumentare le tasse che questi lavori non sono altro che assistenzialismo, inizio a dire che gli imprenditori italiani non sanno fare il loro mestiere ed è colpa loro se la produttività del Belpaese non aumenta. Dove sbaglio?

modesto parere:

1° errore... partire nelle congetture da un "segnale grafico" . La divergenza dell'indice di produttività dell'Italia ( dati Ocse ) dal 2001 può avere diverse spiegazioni.

I grafici non sono i "fatti". Sono una loro parziale e limitata rappresentazione ( senza scomodare Schopenauer ) foriera di potenzialmente infinite illusioni ottiche.

L'indice di produttività OCSE ha al denominatore le ore lavorate. Fino al 2004 ( se non mi sbaglio ) l'indice di produttività Eurostat aveva al denominatore gli occupati  e produceva bellissime carte come quelle in questo documento 

  .. hanno introdotto il calcolo (stima) delle ora lavorate per conteggiare meglio il lavoro a tempo parziale ed ora segnalano che il dato è poco comparabile in confronti cross countries

"..Comparability of total hours worked is based on the application of the same concept and definitions (ESA 95) across countries. The full implementation of the ESA95 concept to hours worked is not yet fully achieved across all countries. Awaiting the full compliance of all Member States, figures for some countries are derived from the annual average of hours worked per worker as calculated by the OECD multiplied by total employment. This procedure affects also the comparability across countries..."

il mio sospetto è che anche il database OCSE che comunque dipende dai national account... possa indurre in qualche errore interpretativo delle comparazioni tra nazioni.

Come esempio incollo un grafico ricavato dai dati ocse della variazione di produttività, anno su anno, ( dati di gennaio, non aggiornati a oggi ) .

  

 

   

 

L'avreste  detto che in questa crisi la Spagna è er mejo ? :)

come dicevo... grafici fuorvianti da maneggiare con attenzione.

 

2° errore : cercare conferme a tesi predeterminate ( il giudizio sui dipendenti pubblici, mi sembra, questo si, un po' capzioso  ) costruendo ipotesi su dati inventati..

che la disoccupazione  sia "fittiziamente" diminuita dal 2001 grazie all'assunzione di un milione di dipendenti pubblici è un dato facilmente verificabile. Non è vero. punto

Utilizzando sempre i dati ocse ( per omogeneità )

9. Employment in general government and public corporations as percentage of labour force (1995-2005) Italy   1995 14,2% 2005 14,2%

 

Al di là di come viene calcolato il denominatore, resta il fatto che ci si mette il totale del "lavoro" eseguito in una nazione, sommando pubblico e privato. Se non sbaglio al numeratore c'è il valore aggiunto prodotto dalla nazione. Stiamo dividendo mele con pere, o no?

Potrò aver lasciato trasparire la mia opinione sull'utilità sociale di certi dipendenti pubblici, ma il fatto qui cruciale è che la maggior parte di loro non produce valore aggiunto. O perlomeno non ne produce di misurabile, che si possa mettere nel numeratore della produttività.

Anche ammettendo che tutti i dipendenti pubblici svolgano con impegno un utilissimo servizio sociale, esso non verrà inserito nel numeratore e quindi per ogni dipendente pubblico che assumo (e metto a denominatore), abbasso la produttività del paese. E' sbagliato considerare questo fatto?

L'avreste  detto che in questa crisi la Spagna è er mejo ? :)

Non mi ero posto il problema, ma considerando che la loro disoccupazione è schizzata al 20%, mentre la nostra è aumentata di un paio di punti, non ne sono sorpreso. Tu sì?

che la disoccupazione  sia "fittiziamente" diminuita dal 2001 grazie all'assunzione di un milione di dipendenti pubblici è un dato facilmente verificabile. Non è vero. punto

Era un esempio. La frase iniziava con un "se". I numeri li ho messi a caso, non ritenendoli rilevanti dato quello che dico qui sopra. Se aumento il denominatore senza variazioni nel numeratore abbasso il rapporto. E' lapalissiano.

9. Employment in general government and public corporations as percentage of labour force (1995-2005)

Italy  
1995 14,2%
2005 14,2%

E come sono i dati per gli altri paesi europei (il tuo link è incompleto)?

Se per gli altri la percentuale fosse diminuita, saremmo di nuovo nell'ipotesi che consideravo.

Al numeratore c'è il PIL ( PPS per trasformarlo in "quantità" e permettere confronti );al denominatore le ore lavorate.

Nel PIL come valore aggiunto di una attività senza prezzo di mercato ( es. anagrafe ) viene messo il costo del lavoro di detta attività.

 GDP per hour worked is intended to give a picture of the productivity of national economies expressed in relation to the European Union (EU-15) average. If the index of a country is higher than 100, this country level of GDP per hour worked is higher than the EU average and vice versa. Basic figures are expressed in PPS, i.e. a common currency that eliminates the differences in price levels between countries allowing meaningful volume comparisons of GDP between countries. Expressing productivity per hour worked will eliminate differences in the full-time/part-time composition of the workforce.

Anche ammettendo che tutti i dipendenti pubblici svolgano con impegno un utilissimo servizio sociale, esso non verrà inserito nel numeratore e quindi per ogni dipendente pubblico che assumo (e metto a denominatore), abbasso la produttività del paese. E' sbagliato considerare questo fatto?

assolutamente sbagliato...visto che al numeratore della produttività c'è  il GDP in PPP che include i costi della PA.

Non voglio sembrare un difensore del malgoverno e delle sue scelte disgraziate e/o farabutte ( a seconda dei casi ) ma è una mistificazione trarre conclusioni a sostegno di una tesi politica preconcetta da certi grafici che non dimostrano affatto quello che vorresti... ad arrampicarsi sugli specchi poi si scivola.

Anche i fanc-zzisti della Pubblica Amministrazione messi li per sostenere un sistema clientelare, non li voglio certo difendere, ma i numeri non sostengono affatto la generalizzata e qualunquistica propaganda "anti-dipendente pubblico" che tanto fa guadagnare certi giornalacci.

Siamo messi peggio per la qualità dei servizi erogati ( ed anche questo sarebbe un dato da discutere con i dovuti distinguo ) non per la quantità di spesa in dipendenti pubblici...

Incollo l'ultimo grafico...  

i grafici degli sperperi, favori e mazzette ancora non li hanno pubblicati

 

 

PS... mentre redigevo la risposta e cercavo di incollare e rendere leggibile il grafico , vedo che altri hanno esaurientemente risolto le discussioni sui numeratori e denominatori- thank

Lallo:

Al numeratore c'è il PIL ( PPS per trasformarlo in "quantità" e permettere confronti );al denominatore le ore lavorate.

Nel PIL come valore aggiunto di una attività senza prezzo di mercato ( es. anagrafe ) viene messo il costo del lavoro di detta attività.

Grazie!

SCHIARA:

Non voglio sembrare un difensore del malgoverno e delle sue scelte disgraziate e/o farabutte ( a seconda dei casi ) ma è una mistificazione trarre conclusioni a sostegno di una tesi politica preconcetta da certi grafici che non dimostrano affatto quello che vorresti... ad arrampicarsi sugli specchi poi si scivola.

Intanto, grazie a chi mi ha insaponato lo specchio, ho imparato come viene calcolato il valore aggiunto della PA...

Chiaramente l'ordine di grandezza di ciò che pensavo è sbagliato. Sbaglio anche a pensare che il VA di un lavoratore privato sia maggiore del costo del suo lavoro? Perché, se è così, l'effetto che ipotizzavo è comunque presente, seppur in misura minore.

In ogni caso il tuo ultimo grafico mi chiarisce l'andamento della spesa per stipendi pubblici nei paesi europei. In parte (Germania, Olanda, francia, Canada, ma anche Giappone dal 2002) sono in calo e in parte sono stazionari o in aumento (come pare in Italia). Anche senza l'evidenza clamorosa che pensavo ci fosse a causa dell'impennata della government share in Italia, ho il sospetto che qualcosa c'entri comunque la spesa pubblica.

Non voglio sembrare un difensore degli imprenditori incapaci e privi di idee, ma mi pare sia un po' semplicistico dire, come sento di continuo, che la colpa della scarsa produttività italiana è TUTTA della classe imprenditoriale che non innova e si concentra solo su attività a basso valore aggiunto.

pensa alla diversa produttività di uno sviluppatore di software e di uno che "mesce" carburante.

L'Italia e' l'unico paese sviluppato dove i distributori non sono self-service e le attività marginali resistono fino a che non c'è richiesta di lavoro per attività più evolute.

Possiamo anche fare due conti della serva ( miliardi di € ):

PIL 1520 mld

compensation of employees 652 mld

STIMA del labor nel "mixed" 234 mld ( gli autonomi sono circa il 36% dei dipendenti )

lavoro nelle P.A. 172 mld

quindi 172 mld di lavoro nella P.A. creano un PIL di 172 mld ( fattore 1 )

714 mld di lavoro privato creano un PIL DI 1348 mld. ( fattore 1,89 )

Se eliminassimo tutti i lavoratori della P.A. la nostra produttività ( vedi grafico dell'articolo ) salirebbe a 110 più o meno con il secondo gruppo.

Ammesso che il privato avesse la capacità e ne trasferissimo metà al privato recupereremmo 5 punti

Quindi il P.I. non è il primo problema.

Il grafico seguente mi pare poi discolpare il pubblico impiego per la non crescita della produttività dal 2000 ad ora.