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Gli economisti e i fatti

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"Ma torniamo alla questione: il fatto è che non c'entra. La disuguaglianza dei redditi si è allargata non solo negli USA ma in molti paesi, a partire dalla seconda metà degli anni '70 (settanta). Ha le caratteristiche che diciamo. Quindi? Non di questo parlano i 100 e, di certo, non da questo viene la crisi dei mortgages o la crisi del debito greco o spagnolo o le difficoltà a crescere dei paesi europei. Insomma, quale sarebbe la connessione?"

Se ho bene interpretato la "lettera degli economisti" (cosa non proprio facile, visto il tono ieratico delle affermazioni proposte), quando dicono che c'è stato:

"un allargamento del divario mondiale tra una crescente produttività del lavoro e una stagnante o addirittura declinante capacità di consumo degli stessi lavoratori. Per lungo tempo questo divario è stato compensato da una eccezionale crescita speculativa dei valori finanziari e dell’indebitamento privato che, partendo dagli Stati Uniti, ha agito da stimolo per la domanda globale."

credo vogliano dire quanto segue:

1) la disuguaglianza dei redditi, in aumento nel periodo considerato (nello specifico, tra redditi dei "lavoratori" e redditi dei capitalisti/finanzieri/rentiers), ha ridotto la capacità di consumo dei lavoratori;

2) gli USA, essendo patria di cattivoni liberisti, ha corretto meno di altri paesi più socialisti/welfaristi queste diseguaglianze, indi prima di altri attraverso una catena di bolle speculative, ha manifestato la perversa spirale di cui ai seguenti punti 3 e 4.

3) i lavoratori, per continuare a consumare (immagino qui sia sotteso, implicitamente, che si intenda: per continuare a consumare almeno al livello di sussistenza, in cui sono inclusi i servizi abitativi), si sono indebitati e sono andati in default.

4) eccetera eccetera, sul resto avete già detto voi.

Quindi, in effetti, tutto nascerebbe proprio dall'aumentata disuguaglianza, compresa la crisi dei mortgages negli US. Che la causa prima di questa disuguaglianza sia l'accresciuta produttività del lavoro, piuttosto che lo sfruttamento della classe operaia, o lo sbarco dei marziani, è argomento secondario ai fini delle tesi degli "economisti".

Ora, il punto 1 lo confuta Giulio in questo articolo... e già sarebbe sufficiente a far crollare il castello.