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Gli economisti e i fatti

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Ho trovato un commento di Antonella Stirati piuttosto critico nei confronti di questo articolo. Contesta la modalità di calcolo per i redditi e respinge le conclusioni di Zanella. Se si potesse avere un chiarimento mi sarebbe d'aiuto per capirci un pochino di più. Qui sotto il link.

economia e politica

 

 

 

Ho trovato un commento di Antonella Stirati piuttosto critico nei confronti di questo articolo. Contesta la modalità di calcolo per i redditi e respinge le conclusioni di Zanella. Se si potesse avere un chiarimento mi sarebbe d'aiuto per capirci un pochino di più. Qui sotto il link.

economia e politica

Ho letto l'articolo di A.Stirati e mi sembra del tutto sensato. C'e' un punto tuttavia che mi insospettisce: l'autrice svicola completamente (non calcola, non commenta) sulla parte di PIL consistente nelle tasse del governo al netto dei sussidi, la "government share" di Giulio, e si limita a considerare solo come si divide il PIL dei fattori (PIL al netto dell'intermediazione statale) tra lavoro e rendite.

L'articolo è CONFONDE quattro cose:

- La distribuzione funzionale del reddito con la disuguaglianza del medesimo tra individui;

- I cicli nella distribuzione funzionale del reddito con il trend della medesima;

- Come attribuire la quota di "reddito da lavoro" degli autonomi;

- L'affermazione fatta da Giulio, e che io condivido, secondo cui lo stato ha "preso" dal fattore debole ed immobile (il lavoro) e non dal fattore forte e mobile (il capitale).

Poi ci sono anche giochetti da quattro soldi con i numeri, ma questi per essere chiariti richiedono un articolo dettagliato.

Siccome richiede tempo spiegare ai non addetti ai lavoro dove la Stirati fa il gioco delle tre carte, la cosa non si può fare in modo sommario in un commento. Vediamo se Giulio ha del tempo e ci si torna sopra di nuovo.

Comunque no, non è convincente quanto scrive, tutto al contrario. Palesa una confusione non consona ad una che è nientepopodimenoche professore ordinario ...

Grazie per la segnalazione, Nicola.  Preparo un post ASAP, spero questa settimana: la questione e' molto interessante.

Ultimamente mi è capitato di leggere un paper di Maffezzoli, in cui calcola la labor share (Fig. 5, pag. 12) e conclude che non è costante (l'argomento principale del paper è altro, comunque). Non so.

Ma per definire trend e ciclo non si dovrebbero fare analisi dei dati a piu' lungo termine, e usando tecniche piu' avanzate che non "guarda il grafico"?