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L'intervista di Tremonti a Repubblica. Una traduzione

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Più che un commento, un'adesione de uerbo ad uerbum (tanto per non essere da meno del Nostro) alla vostra traduzione. Vorrei aggiungere che si sarebbe desiderato che un giornalista ritenuto tanto autorevole (Vice Direttore, se non sbaglio, di un quotidiano altrettanto autorevole) non fosse rimasto sostanzialmente accovacciato ai piedi di questo venditore di parole un tanto al chilo; più precisamente, mi sarei aspettato che il Giannini avesse contestato con maggiore decisione e dignità al ministro il contegno di sostanziale presa per i fondelli tenuto per tutta l'intervista. Ma chi crede di essere per parlare con tanto disprezzo dei suoi interlocutori: quello vicino, ai suoi piedi prono, e quelli lontani, vale a dire i lettori del giornale? L'unica reazione è stata quella di invitare questo Voltremont di uscire dalla filosofia. Ma la filosofia è anche arte dell'argomentare e non dello sciorinare parole senza senso per ben due pagine di un giornale nazionale! Non sarebbe stato improprio che una "traduzione" fosse stata aggiunta dal Giannini stesso a mo' di commento, e proprio sulla stessa pagina sulla quale questa vergognosa intervista giace, e magari con il medesimo risalto, per raggiungere così la stessa platea alla quale l'intervista è rivolta.