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L'intervista di Tremonti a Repubblica. Una traduzione

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La critica a Giannini avrebbe senso se quella di Giannini fosse una intervista vera, destinata cioè a informare.

Lo scopo vero dell'intervista è però politico, non informativo. Serve cioè a dare una tribuna a Tremonti in vista del suo posizionamento per il post-Berlusconi e quindi rientra nello scambio di favori tra il gruppo Repubblica e GT

"Lo scopo vero dell'intervista è però politico, non informativo. Serve cioè a dare una tribuna a Tremonti in vista del suo posizionamento per il post-Berlusconi e quindi rientra nello scambio di favori tra il gruppo Repubblica e GT"

Capisco che suoni superfluo, ma questo commento è talmente vero che mi sembra il caso di rimarcarlo. E anche di rimarcare il concetto di "scambio di favori". Quello che scrive Repubblica è sempre un messaggio allusivo o un modo per far contenti dei lettori, che, in media, vogliono solo sentirsi dire delle cose di cui sono già convinti.

Una sola riflessione su Giannini. Non gli ho mai visto scrivere un'intervita di cui non avesse già in mente il titolo prima di cominciarla. Inoltre, nessun politico italiano ti consente di fare interviste se prima non le rilegge e le corregge di suo pugno. Il giornalismo italiano funziona così, tutto. Le uniche interviste non rilette sono quelle agli sfigati peones che vanno sotto i riflettori per aver firmato qualche emendamento che non hanno nemmeno letto.

Detto questo, concludo con la mia usuale giaculatoria. Questo gli Italiani hanno perché questo gli italiani vogliono.

Ma certo, ovviamente, è chiaro che è così. Però ci sono dei limiti… E se Tremonti avesse infilato nel discorso qualcosa tipo "piscio, cacca, culo, pisello", Giannini avrebbe fatto lo stesso finta di niente? Perché siamo quasi a quei livelli, a mio avviso…