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L'intervista di Tremonti a Repubblica. Una traduzione

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Beh! Uno che si spaccia per leader intanto oltre che farsi la doccia nella saliva dei sui scherani dovrebbe avere la decenza di rischiare contestazioni o commenti malevoli o anche manifestazioni dell'opposizione ed andare a rendere omaggio a Falcone, Borsellino ed alla loro scorta. E' vicenda istituzionale e sarebbe stato fatto positivamente simbolico. La sua assenza, pur non essendo necessario averne conferma, è stata simbolica lo stesso. E lo è stata anche per essere andato a fare il galletto alla stamperia di lauree detta università del CEPU invece di andare, che so , alla Bocconi. Anche questo è simbolico.

Luzo volevo semplicemente dire che la presenza di uno che ha Mangano come eroe personale sarebbe stata comunque inopportuna.

Mi permetto un'aggiunta personale sull'argomento politici e commemorazioni:

che palle ste polemiche politiche sulle celebrazioni! Come il 25 Aprile a Milano (se il comune, di destra, non le fa son fascisti, se le fa tutti a contestare perchè... son fascisti).

Per la nostra classe politica attuale, queste celebrazioni servono solo per continuare le loro sterili polemiche slegate dal mondo reale.

Che gliene frega di Falcone e Borsellino a gente che considera Mangano un eroe o a gente che li considera al pari di Giuliani ?

Ogni celebrazione (che sia Ustica, la strage di Bologna, via D'amelio o l'omicidio di Remo) qualche politico ci annuncia sviluppi sul caso infine "si costerna, s’indigna, s’impegna poi getta la spugna con gran dignità".

E' il loro gioco, che si divertano io non vorrei farne parte. Le persone importanti di questa celebrazione sono i due eroi morti, i politici dovrebbero avere la decenza di rendere loro omaggio in silenzio (ed anche i partecipanti per rispetto, contesteranno in altra sede)

 


Cazzo vuoi che gliene freghi di Falcone e Borsellino a gente che considera Mangano un eroe o a gente che li considera al pari di Giuliani ?

Piano, i primi niente visto che si tratta di vedere come eroi un mafioso e chi per combattere la mafia è morto, ossia l' incoerenza più totale.

Ai secondi, seppur gli si possa contestare un errore di valutazione (chè riconosco che la polizia a Genova s' è comportata spesso in maniera vergognosa, ma un ragazzo che si presenta con estintore in mano, per quanto ingenuo che possa essere, non è un eroe) non sono per questo incoerenti nell' annoverare fra i loro eroi anche i due giudici, come  d' altra parte fanno per altri personaggi morti nella lotta contro la mafia tipo Peppino Impastato.

Paragonare Giuliani a Falcone e Borsellino e per usare le parole di Boldrin:

Vergognoso, semplicemente vergognoso.

Siamo veramente messi male.

 

Pienamente d' accordo.

Ma ciò non implica affatto che a chi considera Giuliani un eroe non gliene freghi niente di Falcone o Borsellino. Tutto qui.

Aggiungo la replica di Vendola (che comunque con somma incoerenza assume Giuliani come eroe e poi fa l' elogio della nonviolenza) ed una lettera al riguardo.

 

Luzo volevo semplicemente dire che la presenza di uno che ha Mangano come eroe personale sarebbe stata comunque inopportuna.

Stiamo dicendo che con i suoi comportamenti e dichiarazioni, ha fatto si che la presenza della massima autorità dello Stato alla commemorazione della vittima di uno dei più gravi attacchi allo Stato stesso è inopportuna. Ci rendiamo conto della portata della cosa? odio usare quest'esempio, ma qui non se ne può fare a meno: sapete indicarmi un altro stato civile dove questo sarebbe possibile?

 

Ovviamente no: è già dura trovare uno stato civile con problemi di mafia paragonabili ai nostri, ancora peggio un premier che assume un mafioso (seppur per pararsi il culo), ma il vero problema è che lo definisce un eroe!

Che io sappia ne esiste uno solo al mondo, e l'aggettivo è alquanto stiracchiato.

Se è per questo mi domando dove accada che un' affermazione del tipo "un mafioso non è un eroe" guadagni le prime pagine e sia una frecciata verso il premier, e sembra che abbia bisogno di essere proferita dal presidente della camera per avere un minimo di validità e risonanza. La normalità che diventa evento, questo si che spaventa.

Sì, Spike stiamo (sto) dicendo quello e mi rendo perfettamente conto della portata della cosa.

odio usare quest'esempio, ma qui non se ne può fare a meno: sapete indicarmi un altro stato civile dove questo sarebbe possibile?

Anch'io odio fare paragoni del genere, però gia che ci siamo facciamolo bene:

In che paese civile il presidente del consiglio dice cose come questa?

Più precisamente chi (che non stia facendo una gara di rutti  al bar) direbbe una cosa come quella "di cui" sopra ?

In che paese civile esistono "governatori" così? O un ex primo ministro parla così alla stampa?

In che paese un deputato potrebbe fare un video del genere senza suscitare uno scandalo?

Puoi trovare un elenco lunghissimo di cose come questa nel post "Una chiappa ciascuno".

Ho cercato di essere bipartisan, non per fare il politically correct, ma perchè ritengo (purtroppo) entrambi gli schieramenti politici eticamente impresentabili.

Paese civile? Questo é il vero problema: quello che succede al paese nell'apparente inconsapevolezza dell'opinione pubblica. Faccio un esempio per spiegare cosa intendo dire, spero di rendere l'idea:

anni fa si assegnavano gli europei di calcio. Candidate:l'Italia campione del mondo in carica, paese di lunga tradizione e sede del 50% del patrimonio Unesco, dall'altra Polonia e Ucraina (la quale non aveva nemmeno stadi ma, in caso, li avrebbe costruiti). Sgomento e lacrime della delegazione italiana perchè l'assegnazione premiò Polonia ed Ucraina. Non si capacitavano! Perchè, per i nostri rappresentanti, non c'era nulla di strano nell'aver avuto calciopoli, un poliziotto ucciso dagli ultra e filmati su youtube che ritraevano i nostri celerini manganellare selvaggiamente anziane signore inglesi solo per essere stati ripresi !

Più grave della situazione in cui siamo e il fatto che non ne siamo consapevoli ( ho parlato di calcio, ma avrei potuto parlare dei 1050 morti sul lavoro o dell'immondizia di Palermo altre cose considerate perfettamente normali)

 

 

Re(5): via d'amelio

dd 20/7/2010 - 13:33

Stando a questi esempi uno potrebbe intravedere davvero un primato morale della sinistra...

Sono veramente esempi a caso, ne ho presi 2 da una parte e 2 dall'altra. Per l'assegnazione degli europei (governo di sinistra) posso aggiornarlo a quella di quest'estate (governo di destra) stessa figura e stesso non rendersi conto della propria situazione. Il problema non è "destra o sinistra", il problema si chiama : decadenza.

In che paese civile esistono "governatori" così?

In USA, per esempio: "2008: Federal investigators discover that Eliot Spitzer, the Democratic governor of New York, has been a client of an exclusive prostitution ring. It is alleged that he paid several thousand dollars for sexual services."

O un ex primo ministro parla così alla stampa?

Il sindaco di Londra: "In February 2006, the then-mayor asked Evening Standard journalist Oliver Finegold if he was a nazi war criminal: Finegold is Jewish."

Ma anche Sarkozy non scherza: "Journalists are good for nothing crooks. At least crooks have morals (Les journalistes, ce sont des nullards, il faut leur cracher à la gueule. Ce sont des bandits. Et encore, les bandits eux, ont une morale)."

Qui il resto.

In che paese civile il presidente del consiglio dice cose come questa?

Più precisamente chi (che non stia facendo una gara di rutti  al bar) direbbe una cosa come quella "di cui" sopra ?

Sui due piedi ho trovato un candidato presidente USA: " ‘Why is Chelsea Clinton so ugly? Because Janet Reno is her father.’ In just 12 words [John McCain] managed to insult the looks of a then 17-year-old, the first female US attorney general, the First Lady and lesbians everywhere."

E dubito abbia perso le elezioni per questo episodio.

avrei potuto parlare dei 1050 morti sul lavoro

Questa è la mortalità per 100.000 lavoratori nel 2005:

Italia 2.6

EU27 2.6

EU15 2.3

Germania 1.8

Spagna 3.5

Francia 2.0

Austria 4.8

Belgio 2.6

E qui, l'incidenza di morti sul lavoro nel 2006 rispetto al 1998 (che fa 100). Pare che, a parte la Francia, miglioriamo più dei "concorrenti":

Italia 58

EU15 73

EU25 81

Germania 95

Spagna 64

Francia 50

Austria 82

Belgio 81

...

Con questo non voglio dire che viviamo nel migliore degli stati possibili.

Apprezzo moltissimo e cerco tutte le critiche fattuali al governo e all'Italia nel suo insieme, ma ho paura che siamo tutt'altro che unici.

 

[...] ma ho paura che siamo tutt'altro che unici.

Davvero?

allora provo a riformulare.

E' pensabile che un presidente USA non si faccia vedere alla commemorazione ufficiale dell'11/9 adducendo come scusa un premio+concerto?

E' pensabile che si trovino nella condizione che un presidente non possa andare alla commemorazione perchè nel passato ha assunto un terrorista e lo ha successivamente definito eroe?

Oppure che accada in Spagna con l'Eta (mi fermo ma potremmo continuare la lista)?

Chiaro che, come "cialtronaggine", non siamo gli unici. Non siamo nemmeno stati i primi o i peggiori (nonostante l'impegno).

Come dicevo non mi piace il giochino del "paese civile" perchè salta sempre fuori qualcuno che invece di indignarsi per quel che si descrive, cerca notizie da tutto il mondo per pareggiare quell che succede in Italia e dire "tutto il mondo è paese". Si diventa di colpo patriottici.

Si diventa di colpo patriottici.

Ecco, temo che uno dei risultati sia questo.

Io sono stato un estremista esterofilo fino a un paio d'anni fa. Poi, vuoi il contatto ripetuto con clienti da "paesi civili", vuoi i commenti italiani sui siti dei giornali inglesi (che una volta inviavo anch'io), con offerte di scuse (per cosa?) o richieste di invasione (che bello essere invasi da Gordon Brown) e cose del genere, ho iniziato a pensare che condividiamo dei grossi problemi con il resto del mondo cosiddetto civile.

Comincio a notare una noiosa similitudine fra il "tutto va bene e siamo i migliori" di Berlusconi and friends e il "siamo delle merde e nessuno è più sfigato di noi" di quasi tutti gli altri.

Lo so che i paragoni sono un modo semplice per evidenziare un fatto, ma molte delle cose che fa SB sarebbero criticabili anche se le facessero tutti gli altri capi di stato. Non mi sembra un'attenuante che Sarkozy o McCain facciano cose simili e solitamente non cerco articoli del genere. Che bisogno c'è di ripetere ogni volta "dove altro succede questo?"

Non contesto la riproposizione delle sue malefatte e la critica senza quartiere. Mi pare solo che quando questa critica cade sul "ma che paese sfigato...che classe dirigente sfigata...ma siamo proprio i peggiori..." la discussione diventi un po' inconcludente, se non controproducente, per la ragione di cui sopra.

Certe cose sono "male"? Chissenefrega se succedono anche altrove o no? Cerchiamo di capire perché succedono e come evitarlo senza fare confusione con i dati e con i campioni.

Il tuo commento precedente sembrava del tipo "tutto va bene e siamo i migliori" mentre il mio probabilmente suonava come "siamo delle merde e nessuno è più sfigato di noi".

Hai chiarito perfettamente il tuo punto e ribadito il motivo per cui è meglio evitare l'artificio retorico del "in quale paese civile?"

Comunque il mio elenco di malefatte non serviva per autoflagellarsi, ma per evidenziare due riflessioni che i commenti di Spike mi avevano suggerito:

1 se Berlusconi è la "punta di diamante" della nostra classe politica attuale, il fuoriclasse indiscusso, la nostra cantera continua a sfornare potenziali campionici pronti a sostituirlo (ahimé in entrambi gli schieramenti)

2 esiste un paese reale, oltre le beghe politiche, che è in continuo decadimento e non ce ne rendiamo quasi conto, anzi lo neghiamo a noi stessi, accettando cose che solo 10 anni fa ci avrebbero scandalizzato.

Guarda io la vedo così.

Uno si incazza specialmente in merito alle cose o alle persone alle quali tiene. Essere severi col paese nel quale si vive è normale poi anche per ragioni pragmatiche: ne sperimenti i limiti ogni giorno e, almeno personalmente, ti rendi conto di come le piccole cose che abbiamo potrebbero essere grandiose se solo fossimo tutti un po' più seri.

Sul fatto di tenerci. Io credo davvero che se l'Italia avesse servizi pubblici degni di questo nome e un'organizzazione capace di rendere la vita facile a coloro che decidessero di trasfercisi...non mancherebbero quelli che verrebbero qui in Italia: dico sul serio, non c'è storia! Se l'Italia fosse organizzata meglio e in condizioni di organizzazione simili a quelle del nord Europa non ci sarebbe discussione, la gente preferirebbe star qui...e invece siamo solo un'amena (?) località di vacanza, quando lo siamo pure...Quindi io, anche se mi incazzo, all'Italia ci tengo molto, moltissimo...come anche credo tutti quelli che hanno dato vita a questo blog. Adesso rasento la piaggeria stile Bondi che difende i superiori con la retorica dell'amore...ma secondo me i redattori scrivono dell'Italia perché ci tengono e a modo loro la amano...di sicuro potrebbero fare altro che tradurre Tremonti o passare in rassegna le mille cazzate che al di là dell'Atlantico paiono rivoli di risacca di un paese fallito o sull'orlo di diventarlo.

Sul fatto "ci sono problemi ovunque". L'unica cosa è dirlo apertamente. Quando si parla delle cazzate amerikane qui non ci si tira indietro (un redattore, non mi ricordo chi, disse degli US: questo paese che si fotte dalla paura non mi piace per niente...quasi quasi mi trasferisco-mi pare la destinazione fosse Hong Kong-visto che il nostro Benedetti Michelangeli lavora alacremente per perorare la causa della Polis asiatica ;).

Oppure prendi quell'orgia smisurata e acritica di entusiasmo che si accese all'elezione di Obama: qui nessuno si è messo a dire che era una cosa buona di per sé.

Insomma, l'esterofilia è idiota quando è a compartimenti stagni, ma se uno riserva la stessa durezza di giudizio anche agli altri paesi non è inconcludente.

Sul fatto "ci sono problemi ovunque". L'unica cosa è dirlo apertamente. Quando si parla delle cazzate amerikane qui non ci si tira indietro (un redattore...

Mai inteso criticare i redattori. Parlavo di alcuni dei commenti che erano seguiti all'articolo e come al solito quando si tocca questo argomento, sono passato per un fan governativo...beh, spero che il malinteso sia chiarito.

A proposito di critiche fattuali al governo, sono in trepida attesa del libro su Voltremont ;-)

Intanto citare dati sui moti sul lavoro nel modo nel quale lo hai fatto, non dimostra proprio nulla e non serve proprio a nulla se non, scusa la franchezza, a sprecare spazio. Ma a parte questo all'elenco che hai compilato a raffronto con i paesi "civili", mi pare che tu abbia omesso parecchie cosine: le più gravi, le più ignobili e le più eclatanti. Ma non penso che serva elencarle

Sono d'accordo su tutto. Mi illudo, qualche volta che di fronte a certi eventi o al ricordo di certi eventi che hanno ferito il paese e le istituzioni, uno che fa il PdC possa avere un attimo di resipiscenza. Mi rendo conto di illudermi, ma la cosa ogni volta è talmente enorme da lasciarmi senza fiato.

No. Ma è l'attributo "civile" dopo "stato" che fa la differenza, in questo caso :-)

Non intendevo essere polemico assolutamente. Trovo che se anche silvio ha ripetutamente atraparlato di Mangano ereo mafioso è pur sempre il PdC e dovrebbe trarne le conseguenze. Vero che ad impissibilia nemo tenetur, ma questo ed i suoi scherani il limite lo spostano sempre più in là. Anzi in basso

Volevo solo chiarire che non approvavo la situazione, la descrivevo solamente.

 

Ogni celebrazione (che sia Ustica, la strage di Bologna, via D'amelio

Ecco, la vera anomalia italiana è questa: Ustica, Bologna, via D'Amelio, ma potremmo aggiungere piazza Fontana, l'Italicus, via dei Georgofili, parte delle azioni delle Brigate Rosse e così via.

Non credo che molti altri paesi possano avere un record simile di stragi e azioni terroristiche senza un chiaro e preciso quadro di riferimento sui mandanti e le radici di chi quelle stragi ha posto in essere.

Il terrorismo basco o  l'IRA, per dirne una, nella sua criminale attività, è comunque ben inquadrabile.

L'Italia no.

C'è un'area grigia che pervade la politica e la società italiana a partire dagli anni sessanta e che condiziona tutto. Non credo che si possa capire l'Italia e la sua avoluzione attuale se si prescinde da questi aspetti.

E' vero, ed i tempi sono forse maturi perchè qualcosa salti fuori. C'è aria elettrica in giro, SB è vecchio, che ci si prepari ad una nuova stagione?

AUDIZIONE IN COMMISSIONE ANTIMAFIA
«Stragi, la politica non reggerà la verità»
I pm di Caltanissetta: su via D'Amelio vicini a una svolta

http://www.corriere.it/cronache/10_luglio_20/mafia_stragi_dfd0f376-9424-11df-8c86-00144f02aabe.shtml

Ma no, come dicevo sopra :

Ogni celebrazione (che sia Ustica, la strage di Bologna, via D'amelio o l'omicidio di Remo) qualche politico ci annuncia sviluppi sul caso infine "si costerna, s’indigna, s’impegna poi getta la spugna con gran dignità".

Sono magistrati e non politici, ma la minestra è quella. Il 21 Aprile annuncieranno la svolta sull'assassinio di Remo. :-)

Non credo che molti altri paesi possano avere un record simile di stragi e azioni terroristiche senza un chiaro e preciso quadro di riferimento sui mandanti e le radici di chi quelle stragi ha posto in essere.

Un quadro di riferimento secondo me allora c' era: la guerra fredda. Adesso non credo, è tutta roba nostra.