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Veniamo da lontano, non arriviamo mai

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La parola "negri" l'ho usata di proposito, per non rimanere nel limbo del linguaggio politicamente corretto.

Cosa che trovo discutibile, vista l'abitudine nel dibattito italiano a ridurre tutta la questione ai "leghisti razzisti".Di razzisti ce ne sono eccome, ma gli argomenti di massimo non lo sono e meritano di essere discussi nel merito.

Uno degli effetti più positivi dell'integrazione europea è la libertà di circolazione delle persone.

E gli accordi di Shengen prevedono limitazioni alle policy di immigrazione dei partner.Se apriamo le frontiere a tutti Francia, Austria & c. rimettono le frontiere con noi.

I confini nazionali, infatti, sono da sempre un grave ostacolo alla libertà di movimento, che è un diritto fondamentale dell'uomo (vedi Brusco citato sopra).

Gli stati nazionali si occupano solo dei propri cittadini, se gli immigrati migliorano il benessere del mondo e peggiorano quello degli italiani (ripeto: se) lo stato italiano ha il diritto/dovere di tenerli fuori.

Sulla fondamentalità di questo diritto si può discutere: io sono d'accordo, ma dubito sia considerato tale dalle convenzioni internazionali.

Quindi, se non lo diciamo su un blog liberista che l'intervento dello stato deve essere limitato anche per quanto riguarda il movimento, dove lo diciamo?

Parliamone. Io ritengo non sia possibile a meno di mettere paratie stagne al welfare.

non c'è nessuna procedura legale standard per un, mettiamo, senegalese che sta nel suo Senegal e decide di andare a lavorare in Italia: nessuno gli darà mai un visto d'ingresso per lavoro. Quindi, non c'è modo per immigrare legalmente. Ci si può solo legalizzare post factum. Se hai dei controesempi sono molto curioso di conoscerli.

Premesso che per il poco che ne so la normativa attuale è assurdamente restrittiva ed andrebbe modificata, c'è una bella differenza tra difficile ed impossibile.

Da che mi risulta un' azienda può chiedere il permesso per una persona specifica prima che venga.Certo è farraginoso, ma non credo sia impossibile da far funzionare, sia tramite conoscenze personali che agenzie apposite.Tra l'altro ormai migliaia di aziende sono gestite da immigrati.Esempi non ne ho, ma so di un signore pachistano che possiede 5 negozi nella mia zona: non mi sembra impossibile che organizzi l' immigrazione a chiamata di un parente.

la libertà di movimento è sostanzialmente incompatibile con il welfare pubblico garantito a tutti

Ops, di nuovo leghismo in agguato. Dimentichi che gli immigrati non vengono qui per girare i pollici, ma per lavorare. Quindi sono anche contributori al sistema del welfare, non solo utilizzatori. Che poi, il welfare in Italia è abbastanza embrionale (ad esempio, non c'è nessun assegno di disoccupazione), quindi c'è poco da "rubare".

Al massimo razzismo, non confondere: ci son leghisti non razzisti e razzisti non leghisti.

Ed in ogni caso non è questione di razzismo ma di ragioneria.Gli immigrati vengono per migliorare le proprie condizioni, sia lavorando sia in altri modi se gli riesce.Tu dici che col nostro welfare non c'è problema.

Considera questo scenario (assurdo ed estremo, ma per capirci va bene).

Consentiamo a chiunque lo richieda di stabilirsi in Italia senza condizioni, ed il giorno dopo:

  1. gli immigrati attuali si fanno raggiungere da tutti i parenti poveri over 60 e richiedono per ciascuno la pensione sociale e/o di invalidità
  2. I missionari in africa e asia cominciano a spedirci tutti i poveri vecchi che riescono
  3. Obama (o magari qualche assicurazione medica americana) fa due conti e decide che far costruire dormitori in Italia costa meno che curare i poveri in USA e ci manda un mezzo milione di casi gravi l'anno

Non so se succederebbe davvero, ma a parte il punto 3 mi sembra abbastanza plausibile.

La tua tesi è che INPS e SSN non avrebbero il minimo problema a supportare un 5/10 milioni di persone in più con gli stessi soldi?

La mia è che andrebbe tutto in vacca e comincerebbero i pogrom.

negli Stati Uniti delle grandi migrazioni il concetto di clandestino non esisteva.

Ti ha già risposto Massimo: ammettevano (quasi) chiunque, ma censivano e controllavano.Non ho studiato bene la cosa, ma sono abbastanza sicuro che se immigravi illegalmente e ti beccavano ti sbattevano fuori a calci, e con tutta probabilità ti mettevano pure sula lista di quelli da respingere alla frontiera.