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Veniamo da lontano, non arriviamo mai

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la libertà di movimento è sostanzialmente incompatibile con il welfare pubblico garantito a tutti

Ops, di nuovo leghismo in agguato.

Cosa c'entra la LN? 

Spiego subito. Chiamo "leghismo" quell'atteggiamento, diffuso non solo in Italia, per cui gli immigrati sono visti esclusivamente come consumatori del welfare, e mai come contributori. Cosa che invece sono.

L'ha espresso anche un premio Nobel dell'economia come Milton Friedman

Le parole di Friedman direi—immodestamente—che vanno a mio favore: infatti, anche egli dice che gli immigrati illegali sono utili. Il resto è una questione terminologica e psicologica. Friedman utilizza il termine immigrato illegale nel senso tradizionale, ma gli conferisce una connotazione positiva. Io propongo di abolire tout court sia il termine che il concetto, e cercare di sfruttare l'immigrazione a nostro favore.

Ho anche delle idee in proposito. Basta introdurre due categorie legislative: immigrati che vengono per lavorare e poi andarsene, e quelli che vengono per restare (ad esempio, rifugiati politici). I primi vengono invitati a firmare un contratto con lo stato italiano in cui rinunciano a una parte del welfare (es.: pensione), e quindi rimangono per un tempo determinato e poi se ne vanno (cosa che di fatto accade già ora). Nel frattempo contribuiscono al welfare, magari con degli incentivi (su cui si può ragionare). Viceversa, quelli dell'altra categoria rimangono, sono trattati come cittadini italiani, e non hanno alcun incentivo.

Non sono un esperto, ma sospetto che se si stabilisce che una certa fetta di contributi pensionistici viene da contributori che non richiederanno mai, per legge, la pensione, già solo questo fatto migliorerà sensibilmente lo stato del sistema pensionistico.

Insomma, sui dettagli si può ragionare e avanzare proposte. L'unica cosa da non fare è far entrare ragionamenti di pancia nel discorso politico. Altrimenti si ricade nel leghismo (insisto su questo termine), vedi i vagoni separati per i milanesi doc, l'operazione "Bianco Natale" di trastrellamento di tutti gli immigrati il 25 dicembre di un paio d'anni fa in qualche paesino del profondo Nord, e altri orrori che giungono dalla presunta "Padania". O anche quelli che giungono dalla Terronia.

 

due osservazioni: primo, il regolamento della Bossi-Fini è delirante. O meglio, è finalizzato a mettere bastoni tra le ruote. Si veda l'art. 4 primo comma:di fatto non c'è certezza del diritto, 

 

3. La tipologia dei visti corrispondente ai diversi motivi di ingresso, nonche' i requisiti e le condizioni per l'ottenimento di ciascun tipo di visto sono disciplinati da apposite istruzioni del Ministero degli affari esteri, adottate con decreto del Ministro degli affari esteri, di concerto con i Ministri dell'interno, del lavoro e delle politiche sociali, della giustizia, della salute, dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, delle attivita' produttive e per gli affari regionali e sono periodicamente aggiornate anche in esecuzione degli obblighi internazionali assunti dall'Italia.».

 

cioè, abbiamo la legge, il regolamento e delle istruzioni che richiedono il concerto di OTTO ministri per definire i motivi e tipi di visto d'ingresso?

 

Poi, in compenso l'art. 13 dice che il permesso per lavoro autonomo permette anche il lavoro dipendente e viceversa, il permesso di studio permette il lavoro ecc. ecc. il rasoio di Occam, no?

La procedura per chiamare qualcuno è da trip lisergico: leggersi l'art. 24 che sostituisce il 30 della legge precedente (già una legge con una numerazione così cervellotica degli articoli fa pensare male), 

http://www.altalex.com/index.php?idstr=34&idnot=7970

 

Se qualcuno mi spiega come, per fare un caso personale, io potevo sapere che a Ivano-Frankovsk in Ukraina c'era una Ganna B. che era disponibile per fare da badante alla suocera con l'Alzheimer? 
e visto che mi serviva subito, aspettavo venti giorni (la legge dice venti... dio solo sa quanti sono sul serio) finché il sistema mi accerta che c'è qualcuno tra le Alpi e il Lilibeo disposto a fare lo stesso lavoro al posto suo? 

 

per A. Keidano, di cui condivido gli argomenti:

 

Ho anche delle idee in proposito. Basta introdurre due categorie legislative: immigrati che vengono per lavorare e poi andarsene, e quelli che vengono per restare (ad esempio, rifugiati politici).

 

In realtà molti vengono per lavorare E restare, anzi ho idea che "l'immigrato che viene per lavorare e poi andarsene" sia un pò un mito

http://ilpensieroselvaggio.blogspot.com/2010/01/il-modello-italiano-dellintegrazione.html

e che sarebbe meglio organizzare le politiche assumendo che chi viene viene per restare.

 

Grazie delle citazioni della legge, che confermano ciò che volevo dire: l'immigrazione legale in Italia è, de facto, impossibile.

In realtà molti vengono per lavorare E restare,

Allora rientrano semplicemente nella mia seconda categoria :)

anzi ho idea che "l'immigrato che viene per lavorare e poi andarsene" sia un pò un mito

Io non ho le statistiche sotto mano, ma penso che dipenda molto dall'area di provenienza. Ad esempio, le donne ucraine e moldave vengono, ovviamente, per lavorare, mandare le rimesse in patria e poi, alla fine, tornarvi: in patria hanno lasciato la famiglia, spesso figli piccoli. Anche i sudamericani, che però si spostano per nuclei familiari, tendono a rimanerci per un periodo limitato di tempo, perché la ricchezza che accumulano qui in 10 anni permette loro di sopravvivere in Sudamerica per il resto della vita. Avete mai visto equadoriani o peruviani vecchi per strada in Italia? Io, a Roma, no. Inoltre, molti miei conoscenti della comunità equadoriana mi confermano che hanno intenzione di tornare.

Insomma, ciò che volevo dire è che ci vuole molta più sociologia seria (per capire i tipi di comportamento a lungo termine dei vari gruppi di immigrati) e più ingegneria sociale e fiscale. Soprattutto, meno isteria "claustrofobica".

 

Tutto questo è rilevane. Penso di aver già chiarito che la mia opposizione all'immigrazione prescinde dalle qualità personali degli immigrati. Per me è quindi irrilevante da dove vengano, quali siano le loro motivazioni, quanto tempo abbiano intenzione di restare etc.

Sessanta milioni di abitanti su 300.000 km² sono assolutamente insostenibili. Fortunatamente gli italiani "autoctoni" hanno ridotto drasticamente il loro tasso di natalità. L'ultima cosa di cui abbiamo bisogno è un influsso demografico dall'esterno.

Magari se fossi Canadese (34 milioni di abitanti su 10 milioni di km²) oppure Svedese (9 milioni di abitanti su 450.000 di km² ) la penserei diversamnte

Fortunatamente gli italiani "autoctoni" hanno ridotto drasticamente il loro tasso di natalità. L'ultima cosa di cui abbiamo bisogno è un influsso demografico dall'esterno.

Senza la natalità non c'è né welfare, né progresso, per cui non c'è nulla di cui essere fieri. O li facciamo noi, i figli, o abbiamo bisogno di un afflusso demografico dall'esterno. Negare questo è ingenuo. 

Ingenuo sarai tu. Di figli ne facciamo abbastanza, e non abbiamo bisogno di nessun afflusso demografico; semmai ne riparliamo quando la densità di popolazione italiana si approssimerà a quella svedese, dove pure il welfare esiste e funziona.

Se dovesse mancare manodopera si puó sempre aumentare il tasso di attivià dal 57,5% (Eurostat - 2009) al 72,2% (quello della Svezia) ed ecco xhe avremo forza lavoro aggiuntiva equivalente a decine di milioni di immigrati, e senza problemi di integrazioni: sono già qui da sempre.

Di figli ne facciamo abbastanza, e non abbiamo bisogno di nessun afflusso demografico

Questo va dimostrato dati alla mano. Che io sappia la situazione è esattamente il contrario: non facciamo abbastanza figli per sostenere il welfare e la crescita economica. Le soluzioni sono il sostegno alla maternità e/o immigrazione, come ampiamente dimostrato da sempre, ad esempio qui

Dopo di che, ognuno è libero di ripetere che il bianco è nero e viceversa, pur di avere l'ultima parola…

Senza la natalità non c'è né welfare, né progresso, per cui non c'è nulla di cui essere fieri. O li facciamo noi, i figli, o abbiamo bisogno di un afflusso demografico dall'esterno.

Guarda che sei tu che devi dimostrare le tue apodittiche affermazioni. Inoltre l'articolo che tu linki sostiene che negli USA (32 abitanti km² - a fronte del 200 abitanti km² dell'Italia e degli 8000 abitanti km² della provincia di Napoli) c'è (c'era nel 2006) una dinamica demografica positiva, ma non menziona alcun nesso causale con il welfare o il progresso: questo te lo sei immaginato. Oltretutto oggi (nel 2010) l'economia degli USA attraversa una grave crisi. Sarebbe ingeneroso darne la colpa all'immigrazione ma quantomeno sappiamo che questa non ha protetto l'economia USA dalla crisi.

non facciamo abbastanza figli per sostenere il welfare e la crescita economica. Le soluzioni sono il sostegno alla maternità e/o immigrazione, come ampiamente dimostrato da sempre, ad esempio qui

Non facciamo abbastanza figli per sostenere il welfare come organizzato oggi.

Nel 1959 l'aspettativa di vita alla nascita era 65,5 anni. Oggi è circa 82.

Se nel 1960 andando in pensione a 60 anni i contributi dovevano bastare per 5.5 anni, oggi servono contributi per quasi 22 anni. Il quadruplo.

La soluzione che proponi tu è avere il quadruplo di contributi, aumentando il numero dei pagatori. Tra l'altro proponendo di fargli firmare contratti in cui pagano senza poterne beneficiare...credo sia illegale, o no? Comunque, posto che esistano lavori sufficienti per tutti potrebbe reggere, ma perché non aumentare l'età di pensionamento?

Se c'è qualcuno che dipinge il bianco di nero pur di avere l'ultima parola, non mi pare si tratti di Massimo.

La soluzione che proponi tu è avere il quadruplo di contributi, aumentando il numero dei pagatori. Tra l'altro proponendo di fargli firmare contratti in cui pagano senza poterne beneficiare...credo sia illegale, o no? Comunque, posto che esistano lavori sufficienti per tutti potrebbe reggere, ma perché non aumentare l'età di pensionamento?

Una cosa non esclude l'altra, anche perché pure l'innalzamento dell'età di pensionamento non può essere fatto fino ai 77 anni, proporzionalmente alla crescita dell'aspettativa di vita.

La mia proposta consiste, praticamente, nel sancire legalmente ciò che già è (o sembra essere) una prassi invalsa tra gli immigrati: lavorare qui, pagando i contributi, e poi tornare nel paese d'origine senza richiedere la pensione. Non si può fare? Facciamolo diventare possibile, i parlamenti servono apposta. A mio avviso, è meno crudele questo che non i lager in cui tengono i clandestini.

I dati. Tasso di natalita' nel 2009: Italia e Germania 8.2/1000, Spagna 9.8, EU 9.9, Francia 12.6, USA 13.8. Non so se siano abbastanza o meno. Di certo siamo sotto la media europea (e ovviamente mondiale) e 191esimi su 193 nazioni nella tabella.