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Veniamo da lontano, non arriviamo mai

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E' vero che vivere a Milano e' meglio che vivere a Karachi anche per la quantita' maggiore di beni pubblici, ma non e' questo uno dei motivi per cui 40mq a Milano sono molto piu' cari che 40 mq a Karachi? Ovvero, non ci pensa gia' il mercato a equilibrare? (tralsacio le questioni legate all'accesso al welfare che mi sembrano molto complicate)

Dev'essere per questo che i grandi proprietari immobiliari sono in genere favorevoli all'immigrazione...

Infine non sono molto d'accordo sul fatto che io abbia piu' diritto di un pakistano ad usufruire dei beni pubblici finanziati dai miei avi (che poi magari la mia famiglia fino alla quarta generazione a salire e' campata di sussidi ed i beni pubblici li hanno finanziati le tasse pagate dagli avi del mio vicino), ma mi rendo conto ora che il busillis qui sta nel senso probabilmente diverso che attribuiamo all'aggettivo pubblico.

Il problema che questi beni pubblici sono in quantità limitata e l'aumento dei fruitori ne riduce la fruibilità pro capite. In questo specifico caso credo valga il principio della torta di dimensioni fisse e del numero crescente di fette. Sto pensando ad esempio alle case popolari: nei comuni dove gli immigrati sono numerosi in genera si piazzano in testa alle graduatorie perchè hanno redditi bassi e famiglie numerose. A questo punto gli indigeni (non quelli ricchi, che non concorrono comunque) che aspirano con qualche ragione ad una casa popolare sviluppano sentimenti di ostilità verso gli immigrati. I benpensanti li accusano di razzismo (che non c'entra assolutamente) e questi alla prima occasione votano Lega Nord.