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Veniamo da lontano, non arriviamo mai

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Guarda, sono in difficoltà, perchè i valori ideali vanno sentiti, non spiegati. Se non capisci da solo la differenza fra una nazione ed un condominio non sono capace di spiegartela.

Ne sei certo? Ossia, sei certo che siano del tutto analoghi alla fede religiosa? Perche' la definizione che dai sembra completamente equivalente. Questo avrebbe implicazioni interessanti. Se io nasco in una nazione cattolica e "sento" la fede protestante, posso avere qualche speranza di praticarla la fede mia senza grandi casotti. Ma se nasco in, tanto per dire, Francia e non "sento" la fede francese che faccio?

Detto altrimenti, davvero gli stati-nazione dell'era contemporanea si fondano su una specie di fede personale che va sentita e non puo' essere articolata razionalmente? Pericolosetto, direi.

P.S. Non oso neanche pensare a cosa potrebbe succedere se, come sembri suggerire, tutti i "valori ideali" fossero indicibili e potessero essere solo "sentiti" ...

Argomento con difficoltà appunto perchè per me si tratta di una pulsione emotiva e non di una costuzione razionale; un po' come se dovessi spiegare perchè sono amico di Tizio e non di Caio, oppure perchè mi sono innammorato di Lucrezia e non di Sempronia.

Oppure perchè nel caso la nazione Alfa fosse attaccata dalla nazione Beta, molto superiore militarmente, i cittadini di Alfa resistono all'attacco invece di schierarsi immediatamente con la nazione Beta.

Per me le nazioni preesistono agli stati e talvolta non coincidono con questi. Non si tratta di una cosa analoga alla religione in quanto questa presuppone una rivelazione, mentre non è cosí per l'identità nazionale. Vorrei richiamare il pensiero di Tonnies ( http://www.filosofico.net/tonnies.htm ) ma neanche quello descrive perfettamente il mio sentire.

Quanto al caso di chi si sente in distonia con lo stato di nascita, si tratta di una questione controversa che viene trattata diversamente nei diversi stati. Per esempio in Francia è un reato pulirsi il sedere con la bandiera francese, mentre a quanto ne so negli USA non è un reato pulirsi il sedere con la bandiera americana. Saramago per esempio non "sentiva la fede portoghese" e si è trasferito un Spagna.

Insomma non sono in grado di dare una risposta razionalmente solida; per me è una questione "di pancia".

Molto onesto.

Tu capisci che, se è questo che definisce una "nazione", allora non vale la pena (almeno collettivamente) perderci molto tempo e, di certo, è inutile cercare di costruirci sopra delle grandi cose. Sentirsi della nazione A o di quella B è come essere dell'Inter o della Samp, per Gimondi o per Motta, per i Beatles or per i Rolling Stones, di Venezia o di Chioggia, della contrada della Giraffa o dell'Aquila, e via elencando raggruppamenti umani fondati sulla "pancia".

Non mi sembrano grandi valori morali ma, per carità, a ognuno i suoi. Il privato è una cosa, il socialmente condiviso un'altra.

Vale quindi, per le "nazioni" così definite, ciò che cantò il poeta quando molte delle contemporanee si "forgiarono" con le vite dei loro "sudditi":

There died a myriad,
And of the best, among them,
For an old bitch gone in the teeth,
For a botched civilization,

Charm, smiling at the good mouth,
Quick eyes gone under earth's lid,

For two gross of broken statues,
For a few thousand battered books.

L'autore di quei versi è una scelta appropriata per illustrare l'irrazionalità del patriottismo

There died a myriad,
And of the best, among them,
For an old bitch gone in the teeth,
For a botched civilization,
...
For a few thousand battered books.

 

visto che qualche anno dopo finì facendo il Mangiamorte in nome e per conto di un'altra wannabe "civilization" un pò più tanto "botched" di quella che fece la WW1, anche se pensava di durare mille anni, una che i few thousand battered books li bruciava in quanto degenerati... e tutto perché quella "civilization" combatteva (e sappiamo come) il grande mostro, l'usura (vedi qualche verso più avanti) a cui era ricondotto tutto il capitalismo moderno, altro che modello superfisso. (PS, avevo pensato che fosse Auden o Sassoon, visto il tono...ma per cedere al lato oscuro della Forza c'è sempre tempo)

Preferisco il patriottismo costituzionale e continuo a riporre la mia fede in Samuel Johnson:

Patriotism is the last refuge of a scoundrel

non a caso l'Oscuro Signore è un gran sostenitore di Dio Patria e Famiglia ...

 

 

Certo, soprattutto Samuel Johnson.

Pero', mai chiedere ai poeti di far altro che esprimere, quando ci riescono, il concetto/sentimento/immagine/sensazione che vorresti poter dire con parole tue ma non sai.

Quindi mai chieder loro d'essere coerenti, analitici, logici, sensati, razionali, realisti o cose del genere ... se ne ricavano solo grandi delusioni.

Detto altrimenti, separare sempre la poesia dal poeta: la prima vive indipendentemente dalle follie che, anteriormente, durante e dopo, chi la scrive compie, incluso cianciare come un ebete per l'EIAR in supporto di Mussolini.

P.S. Poca usura in "E.P. Ode Pour L'election De Son Sepulchre", venne scritta prima che la fissazione s'incarnasse completamente. Comunque c'è, giusto nella sezione precedente, che quella che avevo citato era l'ultima.

These fought in any case,
And some believing,
pro domo, in any case...

Some quick to arm,
some for adventure,
some from fear of weakness,
some from fear of censure,
some for love of slaughter, in imagination,
learning later...
some in fear, learning love of slaughter;

Died some, pro patria,
non "dulce" not "et decor"...
walked eye-deep in hell
believing old men's lies, then unbelieving
came home, home to a lie,
home to many deceits,
home to old lies and new infamy;
usury age-old and age-thick
and liars in public places.

Daring as never before, wastage as never before.
Young blood and high blood,
fair cheeks, and fine bodies;

fortitude as never before

frankness as never before,
disillusions as never told in the old days,
hysterias, trench confessions,
laughter out of dead bellies.