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Veniamo da lontano, non arriviamo mai

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Nulla di nuovo, né di rilevante. Accanto ad ovvie ed indimostrate rivendicazioni di efficacia amministrativa a favore delle imprese - che cosa mai vuoi dichiarare al Sole24ore? - si leggono consuete perle del tipo

Questo è un paese socialmente ridisegnato dalla destra per cui il 10% possiede il 50% della ricchezza. È un paese in cui la rendita si è mangiata la ricchezza prodotta dal lavoro. Lì bisogna andare a bussare.

Il che, a casa mia, si traduce in più tasse sul capitale, non certo nella precedente dichiarazione che compito dei pubblici poteri non sia di ficcare il naso nel recinto delle imprese. ......

Si aggiungono affermazioni incoerenti con l'azione sul campo, ad esempio rimproverando alla sinistra radicale di essere

innamorata del minoritarismo, dell'estetica della sconfitta, della sociologia del dolore

e, contemporaneamente, fiancheggiando la FIOM a Pomigliano. Sembra il "maanche" veltroniano, ma più "dde sinistra" .......

Per approdare, risibilmente, a sostenere che

Noi siamo in una condizione disatrosa a causa di politiche liberiste

il cui artefice sarebbe Giulio Tremonti (con qualche corresponsabilità di Padoa-Schioppa), mostrando ancora una volta di parlare per slogans che nulla hanno a che vedere con una realtà - quella italiota - nella quale la presenza della mano pubblica in economia è così decisiva da far assomigliare questo Paese più al socialismo reale che al modello capitalista.

E, naturalmente, non manca l'attribuzione alle imprese della responsabilità per la situazione di scarsa competitività, che dipenderebbe esclusivamente dal non avere investito in innovazione: c'è anche una parte di verità in queste parole, che però non considerano né le motivazioni di scelte miopi - da parte di alcuni - né il fondamentale tema delle condizioni nelle quali chi fa impresa in Italia si trova ad operare. Guarda caso, proprio perché di politiche liberiste non si trova traccia ....

Ma che cos' è il liberismo per Vendola?

È per caso, come ad esempio per wikipedia, quella teoria che:

prevede la libera iniziativa e il libero commercio (abolizione dei dazi) mentre l'intervento dello Stato nell'economia si limita al massimo alla costruzione di adeguate infrastrutture (strade, ferrovie ecc.) che possano favorire il commercio.

?

Evidentemente no, a giudicare dalle affermazioni su Tremonti e Padoa Schioppa liberisti, o al suo vantarsi di non voler dazi.

Impostiamo quindi una equazione con incognita "liberista"= X [dove frase(x)= frase sensata/coerente], e riguardiamole:

Noi siamo in una condizione disatrosa a causa di politiche X. Artefice è Giulio Tremonti, con qualche corresponsabilità di Padoa-Schioppa.

Ma un governo che mettesse insieme centro-sinistra e parti del centro-destra per fare le riforme economiche sarebbe un colpo alla democrazia. [...] Un tale governo sarebbe contro il lavoro perché sposerebbe il paradigma X

Ora, i partiti in questione sarebbero PD, UDC, IDV, FLI e parte del PDL immagino, ossia un conglomerato di statalismo-clientelismo e populismo che con l' insieme di idee del paradigma liberale ha intersezione nulla, figuriamoci le politiche che partorirebbero.

È quindi ovvio che le sue frasi acquistano una vaga coerenza solo per X="del male (assoluto)", per cui il liberismo è il male, ove il male è in generale tutto ( e il contrario di tutto ) quello che risponde al fondamentale requisito di riprovazione, derivante da motivi ideologici, di ignoranza, o di pura convenienza politica.

 

Ma proprio mai.