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La riforma anti bamboccioni

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Mah, io non riesco bene a capire la distinzione che sento spesso tra "mondo del lavoro" "scuola superiore" "università" etc; da come se ne parla, pare che siano governati da diverse leggi fisiche, o che quantomeno si trovino su diversi "pianeti". A me non pare sia così, non son mai riuscito a percepire quale sia la netta separazione tra questi sistemi, a livello pratico. 

Non sono governati da diverse leggi fisiche, ma da diverse norme e regolamenti.

Anche progettare un ponte non è una cosa di un altro pianeta, ma se non fai un corso di ingegneria non ne sei capace (e qualcuno nemmeno dopo).

Uno studente delle superiori cosa puo saperne dei diversi contratti di lavoro, delle indennità, di come si calcolano stipendi netti e lordi, di rappresentanza sindacale, di come si legge una busta paga, di come si avvia un'impresa, di come si pagano tasse e contributi, di come si chiede una partita IVA, della differenza tra agente di commercio e dipendente, cosa è un fringe benefit, cosa è il TFR ? Quando nel percorso formativo viene edotto su questi argomenti? Deve sperare in amici e familiari o informarsi da solo. Discorso analogo si può fare sull'Università. Poco informati su come funziona il sistema universitario, sulla difficolta dei vari corsi e sui reali sbocchi, molti studenti, (come evidenziava lugg) "provano" sprecando tempo e risorse loro e del sistema.

Il discorso parte ancora prima secondo me: per voler aprire una azienda o entrare in una devi sapere cosa ti piace, almeno a spanne - ma dico proprio con l'accetta. Il guaio e' che non si selezionano, o non si spingono ad autoselezionare, le preferenze degli studenti.