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La riforma anti bamboccioni

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Corrado, la scarsa propedeuticita' e'  conseguenza di un problema culturale: i genitori imparano a scaricare sulla scuola la formazione non solo formale, ma anche caratteriale e organizzativa. Tanto e' vero che se qualcosa non va non e' colpa dello studente, ma dei docenti - e questo succede a tutti i livelli di istruzione, lo vedo dai miei conoscenti. All'universita' l'unica differenza e' che lo studente se la prende in prima persona (tipicamente anonima o di massa, visto che non hanno il coraggio delle proprie opinioni: bruttissimo segnale) con il docente.

Prima della WWII, vedi foto di giovanotti di 20 anni in giacca e cravatta e gia' pronti per cavarsela da soli: dovevi essere sposato o quasi, avere un lavoro, ecc. Adesso a 30 anni sei "giovane" e si accetta che tu stia ancora all'universita' mantenuto da mamma e papa'. Non ho nostalgia per quel periodo, ma una tale prospettiva e' alienante: con tutte le informazioni e la liberta' di farle girare che ci sono in piu', com'e' che un ragazzo di 15 anni che maneggia tastiere (magari virtuali sul cellulare) tutti i giorni non si e' fatto una idea migliore?

OK, diciamo che "tanto non c'e' lavoro". Beh almeno qualcosa per pagarti gli studi lo potresti fare no? Da quando in qua la manodopera non specializzata non e' richiesta? Eh, ma raccogliere pomodori o portare sacchi di farina e' troppo duro.

Io non ho dovuto farlo, perche' sono stato fortunato - ma visto che non riuscivo come dovuto, ho iniziato a lavorare - di mia sponte, ma con spinta familiare. Visto che mi andava meglio al lavoro che all'universita', mi sono dedicato al primo e ho studiato quando e come potevo, pagandolo se non altro da me. 

I miei sono stati un misto di tipico paternalismo provinciale italiano misto a una stimolazione intellettuale piuttosto insolita: con tutti i difetti che gli posso riconoscere, rabbrividisco a pensare come puo' essere una famiglia media (o meno che media) al riguardo.

Riguardo alla mancanza di informazione sul mondo del lavoro, concordo in pieno - e in alcune universita' si stanno attrezzando: posso dirti per esperienza diretta che al DIA di Roma Tre fanno seminari e giornate studio su come si fa un CV, come si distinguono i contratti, cosa chiedono le aziende, ecc. Non le fanno spessissimo, ma sono cose fatte per iniziativa dei singoli docenti con il placet del Collegio Didattico (e poco piu', i soldi son sempre pochi...) e sono molto apprezzati dagli studenti.

 

 

Sottolineavo una carenza della scuola superiore nel fornire informazioni sulla vita "dopo" di essa, perchè è una carenza che si potrebbe facilmente migliorare e che aiuterebbaead evitare errate scelte post diploma, ma non volevo certo scaricare sulla scuola responsabilità che non le competono, anzi sono completamente d'accordo con questo tuo commento.