Titolo

La riforma anti bamboccioni

9 commenti (espandi tutti)

L'obiettivo primario era il risparmio per le casse pubbliche, ma credo che allungare le elementari (avere una o due maestre invece del plotoncino di prof) diminuisca la qualita'. Invece mandandoli all'universita' prima (a 18 anni) oltre al risparmio la qualita' forse migliora.

Per quanto riguarda i risparmi, trasformare un anno di superiori in un anno di università non permette grandi risparmi, perché l’istruzione universitaria è più costosa di quella superiore ( cfr tab cb1.3 di education at glance 2009). Quindi i costi potrebbero aumentare anziché diminuire, con il solo risparmio derivante dal trasferire sugli studenti il costo. In questo caso è meglio farlo direttamente alzando le tasse scolastiche. Per quanto riguarda la qualità non so su quali basi affermi ciò, in ogni caso se, per ipotesi, la qualità fosse la stessa il numero di studenti che effettivamente porta a termine il primo anno universitario sarebbe una frazione molto ridotta del pool di partenza, già di per se inferiore al pool delle superiori. In definitiva, il miglioramento della qualità dell’insegnamento universitario per studente dovrebbe essere molto superiore a quella della scuola superiore per avere un miglioramento dell’output compessivo e tale da compensare la perdita derivante dall’istruzione dell’ultimo anno di superiori per oltre 300 mila studenti. Inoltre, allungare gli anni dell’università comporta una riduzione della probabilità di finire tutto il ciclo universitario, cioè alla fine si hanno meno laureati.

Allungare le elementari invece comporta un risparmio molto più sostanzioso sia per il numero di studenti coinvolti, sia per il più elevato differenziale di costo per studente tra istruzione elementare e media inferiore. Inoltre, questo allungamento sarebbe meno rivoluzionario (molti istituti elementari sono già accorpati con istituti di  scuola media con unico dirigente scolastico-preside) ed è già attuato in altri paesi (in England le elementari durano sei anni da Y1 a Y6, in USA pure da K a G5). La supposta qualità inferiore dell'istruzione elementare rispetto a quella della scuola media rimane comunque tutta da dimostrare. Poi per ottenere ulteriori risparmi e dare un flavour universitario alle superiori allora ecco la recipe (anche questa sperimentata altrove): eliminare la distinzioni tra licei e istituti tecnici, definire un nucleo di materie base con materie opzionali tra cui materie avanzate per i whizz-kid come ad esempio nel caso degli advanced placement americani. Il risparmio deriva dal fatto che si evitano piccoli istituti o licei contemporaneamente presenti in piccoli centri comprese le mezze classi etc. e si offre maggiore flessibilità agli studenti che possono scegliere, quando se la sentono, di dedicarsi, ad esempio, al greco, alla matematica avanzata o di più. Iniziare tutto a 5 anni poi farebbe il resto.

perché l’istruzione universitaria è più costosa di quella superiore ( cfr tab cb1.3 di education at glance 2009).

Grazie del link. Ho guardato il foglio T_B1.1a (spesa annuale sull'istruzione per studente) e per la riga di Italy leggo $8474 per le superiori (upper secondary education), e $5628 per tertiary education (unversita') excluding R&D activities, che sarebbe il costo per gli studenti di primo anno. Mi sembra un risparmio enorme (2/3) che guarda caso combacia con il rapporto prof/studenti che e' 12 alle superiori e 19.5 all'universita' (uno 2/3 dell'altro). Se ho guardato la tabella giusta costano di meno gli studenti universitari.

il numero di studenti che effettivamente porta a termine il primo anno universitario sarebbe una frazione...cioè alla fine si hanno meno laureati.

Dai vari commenti, oltre al tuo, sento che l'universita' italiana e' una "bolgia" da evitare se si puo' perche' si viene "decimati". Ci saranno problemi di qualita' da risolvere, ma va oltre il punto di questo post.

La supposta qualità inferiore dell'istruzione elementare rispetto a quella della scuola media rimane comunque tutta da dimostrare

Un team di professori delle medie (uno di italiano, uno di matematica, uno di inglese, uno di scienze, uno di storia, uno di disegno tecnico...) offre una qualita' superiore di istruzione nelle rispettive materie di una singola maestra (con o senza supporto). A parte questo sono convinto anch'io che un allungamento delle elementari comporterebbe un risparmio.

definire un nucleo di materie base con materie opzionali tra cui materie avanzate per i whizz-kid 

Ottima idea, magari da implementare nei miei kindergarden universitari :-)

Iniziare tutto a 5 anni poi farebbe il resto

Ma io farei dell'intera scuola materna un'esperienza piu' didattica, a partire dai 3 anni. La Montessori non e' mica italiana? C'e' un curriculum intero dai due anni in su.

 

per la riga di Italy leggo $8474 per le superiori (upper secondary education), e $5628 per tertiary education (unversita') excluding R&D activities, che sarebbe il costo per gli studenti di primo anno. Mi sembra un risparmio enorme (2/3) che guarda caso combacia con il rapporto prof/studenti che e' 12 alle superiori e 19.5 all'universita' (uno 2/3 dell'altro). Se ho guardato la tabella giusta costano di meno gli studenti universitari.

La modalità con cui viene scorporata l’attività di R&D universitaria dal resto è a me ignota e molto probabilmente arbitraria. I ricercatori stanno di qui o di la? In ogni caso la stessa riga indica che il costo della scuola elementare per studente in Italia sarebbe superiore a quello universitario, unico caso al mondo. Ovviamente qualcosa non va nel cost accounting. Eppoi andando a guardare in un'altra tabella la quota per studente in R&D risulta superiore a quella degli USA. Mi sa che l'università costi di più.

Dai vari commenti, oltre al tuo, sento che l'universita' italiana e' una "bolgia" da evitare se si puo' perche' si viene "decimati". Ci saranno problemi di qualita' da risolvere, ma va oltre il punto di questo post.

Se l’obiettivo è aumentare lo stock di competenze complessive (studenti*skill) allora non voglio perdere troppi studenti  per strada, altrimenti rispetto ai 300 mila studenti di partenza me ne trovo, un numero a caso,  150 mila dopo un anno di studi universitari con gli studi completati.  Quell’anno di istruzione per 150 mila studenti è perso nonostante abbia speso gli stessi soldi che avrei speso per tenerli legati ai banchi della scuola superiore. Una perdita di risorse secca visto il risultato.  Se fosse un problema di scelta tra diversi mangimi (mangime superiore vs mangime università)  per i buoi, utilizzerei lo stesso criterio.

Un team di professori delle medie … offre una qualita' superiore di istruzione nelle rispettive materie di una singola maestra

In principio è vero, se i professori fossero  selezionati con criterio e non in base a code come per i precari, che sono una quota importante del corpo docente.  Liberando risorse finanziarie posso quindi perrmettermi di selezionare a ruolo un insegnante elementare che in media dovrebbe essere meglio di un pool di prof scombinati tra loro presi a caso da qualche parte e che magari  cambiano durante l’anno. O forse non peggiore. Con le risorse che si liberano, e sarebbero tante, si possono fare molte altre cose per compensare la minore specializzazione dell’insegnante elementare. Una modalità per aumentare il grado di specializzazione dell’insegnante elementare è addirittura aggratis e immediata: specializzare l’insegnate elementare per anno di insegnamento, cioè uno fa solo la terza elementare un altro la quarta etc., se vuole l’insegnante ogni tot anni cambia.

In ogni caso la stessa riga indica che il costo della scuola elementare per studente in Italia sarebbe superiore a quello universitario, unico caso al mondo. Ovviamente qualcosa non va nel cost accounting.

Piu' che nei conti qualcosa non va nel sistema Italia.  I conti documentano quantitativamente alcuni aspetti semi-demenziali dell'istruzione in Italia.

Il costo per studente delle elementari e' ai vertici mondiali perche' politici e sindacalisti per decenni hanno usato i posti pubblici di insegnante elementare per comperare consenso politico, inventando vari meccanismi demenziali per continuare ad assumere insegnanti elementari a pieno ritmo nonostante il numero degli alunni fosse calante. L'abuso riguarda soprattutto i posti delle elementari perche' sono quelli che consentono di comperare voti con minore spesa e per i quali possono essere assunti i candidati meno qualificati e quindi piu' riconoscenti.

Il costo per studente dell'universita' italiana e' solo fittiziamente basso, per due motivi 1) l'Italia (in compagnia di pochi altri Paesi) non comunica all'OCSE il numero degli studenti a tempo pieno effettivi ma solo il numero degli studenti iscritti, 2) in Italia c'e' una parcentuale abnorme di fuori corso (35%).  Quasi tutti gli altri Paesi comunicano il numero degli studenti a tempo pieno effettivi, riducendo opportunamente la quota di tempo pieno dei fuori corso, degli studenti lavoratori e cosi' via. Per questi motivi l'OCSE divide il costo totale per un numero artificialmente maggiore rispetto agli altri Paesi (aggiungendo pero' una nota esplicativa).

Questo significa anche che, se si vuole fare bene all'universita' quanto fatto al liceo, il costo per studente stimato dall'OCSE deve essere presumibilmente alzato.  Ritengo comunque che con una organizzazione opportuna, in particolare sul numero di studenti per docente, il costo universitario possa essere paragonabile a quello delle superiori. Non credo tuttavia molto inferiore, in ogni caso andrebbe fatta una proposta dettagliata per poter stimare meglio.

Allungare le elementari invece comporta un risparmio molto più sostanzioso sia per il numero di studenti coinvolti, sia per il più elevato differenziale di costo per studente tra istruzione elementare e media inferiore.

Forse, ma non è realizzabile :)

La direzione è un'altra e non c'è osmosi tra ordini diversi.

E' in dirittura d'arrivo un Regolamento ministeriale di lunghissima gestazione: dovrebbe uscire proprio nei prossimi giorni, secondo il consigliere ministeriale che principalmente se n'è occupato. Tra le altre cose istituirà, versomilmente a partire dall'a.a. 2011/12,  corsi di laurea  specifici per l'insegnamento nella secondaria di primo grado, quindi non costituiti soltanto da insegnamenti disciplinari: saranno ad accesso programmato e saranno coronati dal Tirocinio Formativo Abilitante. I corsi di laurea tradizionali consentiranno invece l'accesso ad uno specifico TFA ad accesso programmato per l'insegnamento nella secondaria di secondo grado, purché il piano di studio abbia incluso determinati crediti in certi settori-scientifico disciplinari: dato l'imminente accorpamento delle classi di concorso, finalizzato a rendere disponibili per l'amministrazione insegnanti flessibili e fungibili,  saranno dettagliati requisiti più numerosi e  specifici, specialmente per le classi di concorso scientifiche dalle maglie tradizionalmente più larghe; mentre le classi di concorso umanistiche sono già state riformate ai sensi di un DM entrato in vigore nel 2002. Insomma, la selezione si collocherà prima del biennio magistrale o prima del TFA a seconda del grado della secondaria per il quale si formeranno gli insegnanti.

La primaria resterà feudo di Scienze della Formazione Primaria, corso di laurea abilitante ad accesso programmato in sé concluso, adducendo le consuete motivazioni, quelle che di solito si oppongono a pretesi sconfinamenti dalla secondaria, in particolare da parte degli insegnanti di inglese che sono quelli che più bramerebbero lo sconfinamento invocando la propria competenza glottodidattica; come dare loro torto, considerato che si tratta del settore più avanzato della didattica? Invece per risparmiare l'amministrazione con un corsetto improvvisa insegnanti di lingua nella primaria, scelti prioritariamente tra coloro che sono a livello A1 (sic), penalizzando persino altri insegnanti della primaria specialisti, che pure ci sono.

eliminare la distinzioni tra licei e istituti tecnici, definire un nucleo di materie base con materie opzionali tra cui materie avanzate per i whizz-kid come ad esempio nel caso degli advanced placement americani. Il risparmio deriva dal fatto che si evitano piccoli istituti o licei contemporaneamente presenti in piccoli centri comprese le mezze classi etc. e si offre maggiore flessibilità agli studenti che possono scegliere, quando se la sentono, di dedicarsi, ad esempio, al greco, alla matematica avanzata o di più. Iniziare tutto a 5 anni poi farebbe il resto.

 

Caro francesco, sei troppo troppo avanti :-)

L'idea è buona, almeno secondo la mia modestissima opinione.

Ma è fantascienza! Nunseppoffà

Eppure l'eliminazione degli indirizzi della secondaria non solo introdurrebbe maggiore flessibilità, ma anche risparmierebbe a un quattordicenne una scelta che di fatto, purtroppo, in italia non è  di  ambito/indirizzo, ma di  livello; e se vi è un travaso è in una direzione soltanto.

La cosa sarebbe più accettabile (ma non so fino a che punto) se la matrice della scelta non fosse, come  troppo spesso accade, l'estrazione socio-economica. Ma già estirpare il pregiudizio innalzerebbe il livello dei professionali, peraltro ce ne sono già di ottimi, come peraltro ci sono ottimi istituti tecnici dalla vocazione specifica, a fronte di pseudo-licei, il cui infimo livello attira gli elementi peggiori.

Ho paura però che se in italia ci si cimentasse in una riforma del genere non si produrrebbe un livello medio di buona qualità, ma si livellerebbero verso il basso le eccellenze.

Il punto è che tutte le critiche che sono rivolte alla scuola dovrebbero, invece, investire la società nel suo complesso. Se l'istruzione è svalutata, se la sostanza conta meno della forma, la colpa non è della scuola, che non è un'isola.

Nel pachiderma scuola ogni minimo ritocco provoca una valanga i cui esiti talvolta l'amministrazione neppure sa prevedere.

La riforma a cui ho accennato sopra ha camminato come una lumaca, eppure non è una vera e propria rivoluzione. La sua realizzazione sarà ardua, dovrà prevedere una delicata fase di transizione. Si riforma il sistema di formazione-abilitazione senza introdurre un sistema di reclutamento! Un passo alla volta, con due si incespica e si ruzzola. Del resto, ci sono da smaltire i 300mila in graduatoria che hanno acquisito, tutti aprescindere, nessuno escluso, il loro "sacrosanto" diritto all'assunzione per il solo fatto di essersi abilitati (sanati compresi) e poi messi in fila, come in posta;  chi verrà dopo non solo non ha un sistema di reclutamento meritocratico, ma non  ne ha proprio uno. Eh i diritti acquisiti

La direzione è un'altra e non c'è osmosi tra ordini diversi.

non c’è ma ci può essere. Con un ricavo netto positivo e sostanzioso in termini finanziari.

 

Ho paura però che se in italia ci si cimentasse in una riforma del genere non si produrrebbe un livello medio di buona qualità, ma si livellerebbero verso il basso le eccellenze.

Quali eccellenze? forse relative al nostro recinto nazionale. Eppoi mi preoccuperei anche e meglio delle medie che son di più e fanno più danni. 
 

La direzione è un'altra e non c'è osmosi tra ordini diversi.

non c’è ma ci può essere. Con un ricavo netto positivo e sostanzioso in termini finanziari.

 

No, non ci può essere realisticamente, senza neppure entrare nel merito della proposta.

Quando il pachiderma ogni settembre si mette in moto, è un miracolo che si rinnova: dovremmo tutti contemplarlo con stupore.

Ci sono alcune proposte, anche convincenti,  la cui realizzabilità è preclusa da quella che nell'attrito con la concreta realtà appare radicalità (non si manifesta al primo acchito)

Un lieve refolo nella scuola provoca una catena di conseguenze catastrofiche, al solo annuncio. Se una proposta è buona, c'è da sperare che fecondi il dibattito che accompagna le riforme, per correggerne qualche aspetto.

 

Certo se ci fosse autonomia, o meglio quando ci sarà, il cucciolo del pachiderma potrà ritmare il suo passo.

 

Scusate, ma se la specializzazione aumenta l'efficacia dell'insegnamento (ma sicuramente avrà un rendimento marginale decrescente e, da un certo punto in avanti, persino negativo) allora è meglio avere una scuola primaria di 5 anni con un unico insegnante "prevalente" (riforma Gelmini in corso di attuazione) e una scuola media triennale con 7-8 insegnanti oppure una scuola primaria divisa in due cicli di 4+3 con  almeno 2 insegnanti nel primo e non più di 3-4 nel secondo (a cui va aggiunto il solito insegnante di religione) ?

NB Nessuno venga a raccontare la storiella che all'inizio della scuola i bambini hanno bisogno di un'unica figura di riferimento.