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La riforma anti bamboccioni

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eliminare la distinzioni tra licei e istituti tecnici, definire un nucleo di materie base con materie opzionali tra cui materie avanzate per i whizz-kid come ad esempio nel caso degli advanced placement americani. Il risparmio deriva dal fatto che si evitano piccoli istituti o licei contemporaneamente presenti in piccoli centri comprese le mezze classi etc. e si offre maggiore flessibilità agli studenti che possono scegliere, quando se la sentono, di dedicarsi, ad esempio, al greco, alla matematica avanzata o di più. Iniziare tutto a 5 anni poi farebbe il resto.

 

Caro francesco, sei troppo troppo avanti :-)

L'idea è buona, almeno secondo la mia modestissima opinione.

Ma è fantascienza! Nunseppoffà

Eppure l'eliminazione degli indirizzi della secondaria non solo introdurrebbe maggiore flessibilità, ma anche risparmierebbe a un quattordicenne una scelta che di fatto, purtroppo, in italia non è  di  ambito/indirizzo, ma di  livello; e se vi è un travaso è in una direzione soltanto.

La cosa sarebbe più accettabile (ma non so fino a che punto) se la matrice della scelta non fosse, come  troppo spesso accade, l'estrazione socio-economica. Ma già estirpare il pregiudizio innalzerebbe il livello dei professionali, peraltro ce ne sono già di ottimi, come peraltro ci sono ottimi istituti tecnici dalla vocazione specifica, a fronte di pseudo-licei, il cui infimo livello attira gli elementi peggiori.

Ho paura però che se in italia ci si cimentasse in una riforma del genere non si produrrebbe un livello medio di buona qualità, ma si livellerebbero verso il basso le eccellenze.

Il punto è che tutte le critiche che sono rivolte alla scuola dovrebbero, invece, investire la società nel suo complesso. Se l'istruzione è svalutata, se la sostanza conta meno della forma, la colpa non è della scuola, che non è un'isola.

Nel pachiderma scuola ogni minimo ritocco provoca una valanga i cui esiti talvolta l'amministrazione neppure sa prevedere.

La riforma a cui ho accennato sopra ha camminato come una lumaca, eppure non è una vera e propria rivoluzione. La sua realizzazione sarà ardua, dovrà prevedere una delicata fase di transizione. Si riforma il sistema di formazione-abilitazione senza introdurre un sistema di reclutamento! Un passo alla volta, con due si incespica e si ruzzola. Del resto, ci sono da smaltire i 300mila in graduatoria che hanno acquisito, tutti aprescindere, nessuno escluso, il loro "sacrosanto" diritto all'assunzione per il solo fatto di essersi abilitati (sanati compresi) e poi messi in fila, come in posta;  chi verrà dopo non solo non ha un sistema di reclutamento meritocratico, ma non  ne ha proprio uno. Eh i diritti acquisiti

La direzione è un'altra e non c'è osmosi tra ordini diversi.

non c’è ma ci può essere. Con un ricavo netto positivo e sostanzioso in termini finanziari.

 

Ho paura però che se in italia ci si cimentasse in una riforma del genere non si produrrebbe un livello medio di buona qualità, ma si livellerebbero verso il basso le eccellenze.

Quali eccellenze? forse relative al nostro recinto nazionale. Eppoi mi preoccuperei anche e meglio delle medie che son di più e fanno più danni. 
 

La direzione è un'altra e non c'è osmosi tra ordini diversi.

non c’è ma ci può essere. Con un ricavo netto positivo e sostanzioso in termini finanziari.

 

No, non ci può essere realisticamente, senza neppure entrare nel merito della proposta.

Quando il pachiderma ogni settembre si mette in moto, è un miracolo che si rinnova: dovremmo tutti contemplarlo con stupore.

Ci sono alcune proposte, anche convincenti,  la cui realizzabilità è preclusa da quella che nell'attrito con la concreta realtà appare radicalità (non si manifesta al primo acchito)

Un lieve refolo nella scuola provoca una catena di conseguenze catastrofiche, al solo annuncio. Se una proposta è buona, c'è da sperare che fecondi il dibattito che accompagna le riforme, per correggerne qualche aspetto.

 

Certo se ci fosse autonomia, o meglio quando ci sarà, il cucciolo del pachiderma potrà ritmare il suo passo.