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La riforma anti bamboccioni

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Scherzi vero? Dai, dimmi scherzi per favore!

No, non scherzo. Mettiamola così: in un futuro ipotetico, ma mica tanto lontano, vi saranno alcune "civiltà", tipo quella europea, quella cinese e, mettiamo, quella indiana, che saranno più o meno pari per i vari parametri della modernità (PIL, industrializzazione, terziarizzazione ecc., magari anche democrazia), e le differenze si vedranno proprio in queste piccole cose "inutili": l'indiano avrà i suoi Veda, il cinese avrà il suo Confucio, e noi il nostro Platone. Viceversa, senza Platone diventeremo solo una civiltà di second'ordine, brava a fare i computer e le mozzarelle, in un mondo in cui comunque lo saranno tutti.

Se fosse come tu suggerisci, la "civiltà occidentale" sarebbe ridotta a poche decine di milioni di persone che leggono un pelo di latino e di greco antico!

Io non ho detto che latino e greco siano tutta la civiltà occidentale, ho solo detto che fanno parte di essa.

Ti assicuro che sia Cicero che Platone s'intendono perfettamente anche in inglese, per non parlare dell'italiano.

Insomma, è come se io ti dicessi che per capire l'economia basti leggere l'inserto economico della Repubblica (esce il lunedì, se non lo conosci). Invece, ti assicuro io: leggere Platone in inglese e italiano non è affatto come leggerlo in originale. Per dirne una: molti testi dell'antichità non solo non sono stati mai tradotti, ma non erano stati nemmeno capiti fino a poco tempo fa. Così, solo oggi si capiscono e si leggono i testi scientifici greci, che arrivano a certi livelli di modernità che nessuno si immaginava ancora pochi decenni fa. 

Il greco ed il latino del classico italiano FANNO male all'economia ed alla società.

Ideologico! dove sono le cifre?

Non solo perché durante quelle ore si insegnano cose inutili

In realtà, sarei pronto a giurare che il 99% delle nozioni che si insegnano e si imparano a scuola siano inutili. Di utile c'è solo il far di conto e l'ortografia. La stragrande maggioranza delle persone adulte non utilizza mai nella propria vita concetti come equazione di secondo grado o la tabella periodica, e neanche Platone, ovviamente. 

la tua idea di aggiungere ore lascia il tempo che trova, come capirai

in realtà, non capisco

eliminiamo pure la religione (che per molti fonda, addirittura, la civiltà occidentale ... transeat) ma le ore dedicate allo sport dovrebbero forse crescere, come quelle dedicate all'inglese, alla matematica, alla programmazione, ...

Io lo sport lo eliminerei: tanto, metà dei ragazzi vanno comunque in palestra, mentre l'altra metà non ci va, e percepisce le ore di ginnastica come una tortura.

Anche sull'inglese non sono del tutto d'accordo: le lingue straniere si imparano comunque sul luogo (ops, stavo per scrivere in loco). 

Comunque sono dettagli: lo spazio per migliorare il classico c'è. Quando l'ho fatto io si facevano 5 giornate di 5 ore di lezione, e una di 4 ore! Il che è ridicolo: nell'edificio accanto c'era lo scientifico dove per metà della settimana si facevano 6 ore al giorno e per il resto 5. Entrambi normalissimi, senza sperimentazioni di sorta. 

ma soprattutto perché si instilla nella testa dei giovani liceali una visione del mondo RIDICOLA. La visione dell'italietta fascista, "erede" delle grandi tradizioni "classiche", culla di civiltà, palestra di retorica, e via sciorinando danni mentali.

Forse confondi la realtà con i film di Fellini. È più o meno dagli anni 70 che non si instilla più nessuna particolare visione del mondo: si imparano lingue antiche, la letteratura, si fanno le versioni e basta. E poi, la visione del mondo di un Manzoni è molto più ridicola di quella di Platone o Aristotele. Che facciamo, aboliamo anche la letteratura italiana?

E non è l'italietta fascista che ha inventato il classico: la riforma Gentile introduceva in Italia, con un secolo di ritardo, i paradigmi scolastici creati, a suo tempo, da Humboldt per la Prussia di inizio '800. E non si può dire che ciò fu un danno per la Prussia, poi diventata Germania, anzi. Se non fosse stato per il nazismo, la Germania oggi sarebbe stata, probabilmente, più potente degli USA.

Per questo fa danno il classico: perché è l'officina dove, da un secolo quasi, si fondono e cesellano le classi dirigenti italiane. Le quali fanno schifo per prova provata.

Nulla da dire sulle classi dirigenti italiane (ma non vedo cosa ci sia di "classico" nella politica italiana). Però la polemica contro gli studi "inutili", oltre che di cattivo gusto, è pericolosa, perché si sa dove inizia e non si sa dove finisce: una volta abolito latino e greco cominceranno ad abolire gli storici (tanto non servono a niente, e comunque oggi si vive meglio che in passato), gli economisti (tanto, non sanno prevedere niente...) ecc.

Negli Stati Uniti, dove di storia e di passato ne hanno poco, non fanno altro che studiarlo e conservarne la memoria. Non vedo perché noi dovremmo gettare via la nostra, di memoria. In ultima analisi, senza Pericle e Platone non ci sarebbe stata neanche la rivoluzione americana.

 

solo oggi si capiscono e si leggono i testi scientifici greci, che arrivano a certi livelli di modernità che nessuno si immaginava ancora pochi decenni fa

Ad esempio? Visto che qualcosina di matematica la dovrei aver imparata negli anni e visto che la modernita' di gente come Euclide, Erone, Pitagora ed Archimede e' assodata da secoli, cosa mi sono perso negli ultimi decenni?

Io lo sport lo eliminerei

mens sana in corpore sano.

Anche sull'inglese non sono del tutto d'accordo: le lingue straniere si imparano comunque sul luogo

Ed infatti in Italia se non si parla italiano si e' perduti. Non vorrei essere un turista nel belpaese. A scuola di mio figlio (a Londra, lui ha quattro anni) insegnano cinese. Nessun bambino ha difficolta'. Fanno anche molto sport. Maledetti inglesi.

solo oggi si capiscono e si leggono i testi scientifici greci, che arrivano a certi livelli di modernità che nessuno si immaginava ancora pochi decenni fa

Ad esempio?

Ad esempio, molti testi greci di acustica, medicina, teoria musicale, geografia e altre scienze "applicate" non venivano proprio letti in quanto letteratura "bassa" (e qui è tutta colpa degli idealisti alla Gentile). E quand'anche letti, non venivano capiti, perché i filologi, appunto, avevano una preparazione scientifica troppo scarsa per poter interpretare correttamente i testi scientifici, seppur antichi. Oggi si lavora in particolare su Galeno (medicina), geografia (cfr. il discusso papiro di Artemidoro), acustica (pare che i greci fossero arrivati alla comprensione della natura oscillatoria del suono), teoria grammaticale (molte affermazioni di Aristotele e Platone sulla grammatica e il linguaggio in generale sono state spiegate correttamente solo di recente). Basti dire che una grossa parte del corpus (pseudo)aristotelico non è stata mai—che io sappia—tradotta in lingue moderne, ad esempio i cosiddetti Problemata, ossia una discussione di questioni scientifiche di "basso livello", tipo: cosa sono i fulmini, perché l'acqua è bagnata ecc.

Ok, anch'io, come Artemio, sono di parte, ma non mi sento di dire che il liceo classico sia da abolire.  Latino e Greco li salvo, se non altro come palestra di metodo per tutto ciò che è analisi e interpretazione di un sistema complesso che ha le sue regole ma non è detto che studiare a memoria un manuale ti insegni tutto.  Sicuramente andrebbe insegnata meglio la matematica, almeno quanto allo scientifico (non c'è disegno, recuperiamo quelle ore).  E' vero che ho avuto la fortuna di avere dei professori molto stimolanti e disponibili, ma il bagaglio di conoscenze (anche scientifiche) e di metodologia che ho appreso al Classico ha pochi paragoni (forse l'MBA lo raggiunge, ma è anche vero che quanto appreso in sede di master è comunque filtrato e arricchito dalle conoscenze pregresse).

Per il resto, vorrei vedere quanti politici hanno fatto il Classico, prima di vederlo associato così strettamente alla categoria (temo lo sia, però mi piacerebbe vedere i numeri).

In sostanza, il problema del Classico non sono le lingue morte, ma il fatto che si permetta di essere ignoranti in altri ambiti (matematica e lingue straniere).  E non intendo che debbano essere insegnate più cose, ma che non bisognerebbe fare come ora, dove a volte si "perdona" una defaillance in scienze ma non una in Latino: QUESTO è il problema.  

BRAVO, artemio! :)

I classici, e in generale le discipline classiche, non hanno nulla a che vedere con il paludamento che è stato cucito loro addosso e con la deformazione  della maschera grottesca che si è a lungo applicata loro.

Quanto all'élite e alle loro motivazioni, è vero. Però ci sono andata anch'io che non vi rientravo di sicuro, perché, grazie al cielo, ho avuto la possibilità di sceglierlo e frequentarlo. Inoltre quelle motivazioni  non hanno nulla a che vedere con l'indirizzo in sé: non è colpa del liceo classico.

Invece, ti assicuro io: leggere Platone in inglese e italiano non è affatto come leggerlo in originale. Per dirne una: molti testi dell'antichità non solo non sono stati mai tradotti, ma non erano stati nemmeno capiti fino a poco tempo fa.

Concordo. Non è affatto la stessa cosa. E virgilio, tucidide, ovidio, teocrito, lucrezio, erodoto, tacito, giovenale, omero, orazio, aristofane, sallustio, demostene ecc. ecc. ecc. e anche i meno noti.

Certo che si può vivere bene anche senza arrovellarsi sulle lingue classiche, ma farlo è esercizio gratificante, ma io direi anche utile e produttivo, anche per chi poi farà tutt’altro, oltre che fonte di arricchimento culturale; certo ci si può arricchire culturalmente anche percorrendo altre vie, chi lo nega?

 

Comunque sono dettagli: lo spazio per migliorare il classico c'è. Quando l'ho fatto io si facevano 5 giornate di 5 ore di lezione, e una di 4 ore! Il che è ridicolo: nell'edificio accanto c'era lo scientifico dove per metà della settimana si facevano 6 ore al giorno e per il resto 5. Entrambi normalissimi, senza sperimentazioni di sorta.

qui c'è qualcosa che non torna, di sicuro non in un corso scientifico tradizionale.

Bisognerebbe incrementare le ore di matematica al classico, ma anche migliorarne la didattica anche allo scientifico: se i ragazzi italiani, non mediamente meno intelligenti dei loro coetanei extra-italiani,  sono traballanti in matematica,  qualche domanda sulla didattica o eventualmente sulla formazione, che può essere eterogenea, degli insegnanti di matematica, bisognerebbe porsela. 

Il liceo classico ha una fisionomia definita: è molto più classico di quanto lo scientifico sia scientifico, a dispetto del nome. Non preclude, volendo, alcuna scelta successiva. Chi ha appreso un metodo rigoroso, volendo, è nelle condizioni di intraprendere qualsiasi strada, perché ha gli strumenti per colmare le lacune.

Attualmente in seconda scientifico sono previste cinque ore di latino, come in quinta ginnasio, ma le aspettative e i risultati sono diversi. Nel triennio  allo scientifico si compensano le defaillances linguistiche  con lo studio mnemonico degli autori (non parlo per sentito dire) e con la letteratura (così si aggiustano le medie e si salvano gli insufficienti),  al classico non si fa.

Quando mi domando quanti, tra tutti quelli che l’hanno studiato a scuola, sappiano realmente capire ed eventualmente tradurre dal latino testi non banali, mi interrogo sul senso del suo insegnamento nelle dosi attuali, troppe dispendiose in rapporto ai risultati.  Ma non per questo metto in discussione il senso dell’apprendimento delle lingue classiche, al contrario.

Le carenze italiane nelle discipline scientifiche (rendimento e scelte universitarie) non sono imputabili al liceo classico.