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La riforma anti bamboccioni

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Cosa serva ora una cosa che genera un'elite incapace di scrivere due linee di programma, calcolare integrali, parlare inglese, capire come si costruisce un aereo e come funziona un'opzione mentre sa tutto delle arti retoriche e della loro centralità nel voltare le frittate, io non lo so. Ma, ammetto, non ho altri dati che gli outcomes osservati: una classe dirigente di cui vergognarsi.

 

Ora, io ho finito il liceo scientifico (specialistico in informatica-matematica-fisica) 5 anni fa. Come dici tu, la qualità dell'istruzione ricevuta è, ripensandoci, dovuta a buona sorte nell'avere avuto un insieme di ottimi professori. Ma non concordo con il livello di specificità degli studi che implichi tu.

Io sono ben contento di aver avuto 3 anni di filosofia, meno di aver avuto 5 di latino (anche se è grazie al latino che ho imparato cos'è la grammatica, cosa che mi serve tutt'ora per studiare altre lingue straniere (danese!)), perché l'idea del liceo che ho fatto era di insegnarmi i principi delle cose.

Quando dico che l'idea era di insegnarmi i principi intendo che il liceo volontariamente non punta ad insegnare cose nello specifico. Così io, ora, grazie al liceo, so come calcolare gli integrali; so come funziona un aereo (principio Venturi), ma non come si costruisce un aereo; so i principi della programmazione, ma non come si programma. Insomma, ho un idea dei principi base di molte cose che tu ritieni importanti. Credo che questo sia il punto del liceo.

Inoltre, la classe dirigente è un danno in sé e credo c'entri poco il classico. I messaggi degli studi classici sono tutt'altro che la retorica, la mistificazione, la truffa. Se stai pensando alla capacità "calcolante", quella di saper usare i numeri, credo che il problema sia in maggior misura all'università. Io ho esperienza di 3 università diverse (italia, spagna, danimarca), in tutte e 3 l'economia e l'economia aziendale sono insegnate cercando di evitare l'uso eccessivo della matematica (cosa che mi ha sempre sconfortato). Persino in Danimarca, dove si dicono esseri calcolanti, l'uso della statistica è limitato e si cerca di usare scorciatoie subdole (usando SPSS senza capire bene le formule che si stanno usando). Ora io mi immagino che la situazione peggiori in scienze politiche, giurisprudenza, sociologia, etc., poi, magari negli USA è diverso, ma qui sembra essere così.