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La riforma anti bamboccioni

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BRAVO, artemio! :)

I classici, e in generale le discipline classiche, non hanno nulla a che vedere con il paludamento che è stato cucito loro addosso e con la deformazione  della maschera grottesca che si è a lungo applicata loro.

Quanto all'élite e alle loro motivazioni, è vero. Però ci sono andata anch'io che non vi rientravo di sicuro, perché, grazie al cielo, ho avuto la possibilità di sceglierlo e frequentarlo. Inoltre quelle motivazioni  non hanno nulla a che vedere con l'indirizzo in sé: non è colpa del liceo classico.

Invece, ti assicuro io: leggere Platone in inglese e italiano non è affatto come leggerlo in originale. Per dirne una: molti testi dell'antichità non solo non sono stati mai tradotti, ma non erano stati nemmeno capiti fino a poco tempo fa.

Concordo. Non è affatto la stessa cosa. E virgilio, tucidide, ovidio, teocrito, lucrezio, erodoto, tacito, giovenale, omero, orazio, aristofane, sallustio, demostene ecc. ecc. ecc. e anche i meno noti.

Certo che si può vivere bene anche senza arrovellarsi sulle lingue classiche, ma farlo è esercizio gratificante, ma io direi anche utile e produttivo, anche per chi poi farà tutt’altro, oltre che fonte di arricchimento culturale; certo ci si può arricchire culturalmente anche percorrendo altre vie, chi lo nega?

 

Comunque sono dettagli: lo spazio per migliorare il classico c'è. Quando l'ho fatto io si facevano 5 giornate di 5 ore di lezione, e una di 4 ore! Il che è ridicolo: nell'edificio accanto c'era lo scientifico dove per metà della settimana si facevano 6 ore al giorno e per il resto 5. Entrambi normalissimi, senza sperimentazioni di sorta.

qui c'è qualcosa che non torna, di sicuro non in un corso scientifico tradizionale.

Bisognerebbe incrementare le ore di matematica al classico, ma anche migliorarne la didattica anche allo scientifico: se i ragazzi italiani, non mediamente meno intelligenti dei loro coetanei extra-italiani,  sono traballanti in matematica,  qualche domanda sulla didattica o eventualmente sulla formazione, che può essere eterogenea, degli insegnanti di matematica, bisognerebbe porsela. 

Il liceo classico ha una fisionomia definita: è molto più classico di quanto lo scientifico sia scientifico, a dispetto del nome. Non preclude, volendo, alcuna scelta successiva. Chi ha appreso un metodo rigoroso, volendo, è nelle condizioni di intraprendere qualsiasi strada, perché ha gli strumenti per colmare le lacune.

Attualmente in seconda scientifico sono previste cinque ore di latino, come in quinta ginnasio, ma le aspettative e i risultati sono diversi. Nel triennio  allo scientifico si compensano le defaillances linguistiche  con lo studio mnemonico degli autori (non parlo per sentito dire) e con la letteratura (così si aggiustano le medie e si salvano gli insufficienti),  al classico non si fa.

Quando mi domando quanti, tra tutti quelli che l’hanno studiato a scuola, sappiano realmente capire ed eventualmente tradurre dal latino testi non banali, mi interrogo sul senso del suo insegnamento nelle dosi attuali, troppe dispendiose in rapporto ai risultati.  Ma non per questo metto in discussione il senso dell’apprendimento delle lingue classiche, al contrario.

Le carenze italiane nelle discipline scientifiche (rendimento e scelte universitarie) non sono imputabili al liceo classico.