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La riforma anti bamboccioni

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Forse la polemica non è così pretestuosa (e magari le si può riconoscere il merito di aver suscitato interesse e di aver stimolato le analisi): non mi pare che siano schierati da una parte Canfora isolato e  dall'altra il fronte compatto dei sostenitori dell'autenticità; ciascuno dei due fronti argomenta a sostegno della propria tesi. Poi la vicenda si è intricata al punto che ha coinvolto molteplici aspetti e studiosi di varia formazione. Non è stata ancora detta la parola definitiva.

Quando una polemica è basata su ipotesi e non su fatti, è pretestuosa, e non ha alcun merito :)

Senza che trasformiamo questo blog in uno di filologia, volevo solo osservare che a favore dell'autenticità parlano due analisi scientifiche: carbonio-14 e composizione chimica dell'inchiostro. Come direbbe subito Michele Boldrin: tipico degli umanisti italiani basare il ragionamento proprie intuizioni stilistiche a scapito di argomentazioni provenienti dalle scienze "dure".

Inoltre, si sa, le ipotesi sulla falsificazione sono sempre più affascinanti in confronto alla banale constatazione di autenticità.

 

si sa, le ipotesi sulla falsificazione sono sempre più affascinanti

Può essere che la tesi della falsificazione eserciti una certa attrattiva. Tant’è che la querelle ha suscitato l’attenzione anche dei non addetti ai lavori, come del resto anche la storia del papiro e dei suoi riusi, per come è stata ipoteticamente ricostruita, e quella del suo avventuroso recupero, che è stato persino romanzato.

Però i falsi, più o meno riusciti, sono un fenomeno esistente e non soltanto per i papiri: ci sono lapidari nei quali è loro riservata una sezione apposita.

carbonio-14 e composizione chimica dell'inchiostro

 

L’analisi del carbonio 14 data il supporto: il falsario avveduto, avendolo a disposizione, può operare su supporto autentico; accade anche nella falsificazione lapidaria, quando vengono utilizzati   antichi reperti anepigrafi o palinsesti. Non è dirimente.

L’inchiostro è falsificabile.

Ai fini della datazione, il criterio paleografico non è meno scivoloso di quello linguistico o stilistico.

A dire dei detrattori (approfondirò la questione), osta comunque, all'accreditamento della tesi dell'autenticità  il recepimento nel papiro di conoscenze e congetture posteriori alla datazione proposta dai sostenitori dell’autenticità

La questione non è chiusa o almeno la polemica non è proprio pretestuosa, e non è stata montata una tesi complottistica: argomenti a confronto. Per me è un dibattito scientificamente proficuo ;-)