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Al fuoco, al fuoco!

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uhm, ho il sospetto che anche omero sonnecchi, ogni tanto.

L'aumento al di sopra del vero capitale sarà solo immaginario: uno più uno, con ogni sforzo di volgare aritmetica, non farà mai tre e mezzo, di conseguenza tutto il valore fittizio deve essere una perdita per qualcuno o per qualcun altro prima o poi.

quale sarebbe il VERO capitale, se non quello misurato dal suo prezzo marginale? è vero che così cambia continuamente, compravendita per compravendita, ma tutti gli altri sistemi di valutazione sono risultati peggiori.si vorrà mica commissionare una perizia giurata sul vero valore?

in questo senso, anche senza fiamme e fumo, è vero che vengono bruciati miliardi di capitalizzazione complessiva, come vengono creati nei rialzi.

certo, è uno stile un po' triviale...

quale sarebbe il VERO capitale, se non quello misurato dal suo prezzo marginale? [...] si vorrà mica commissionare una perizia giurata sul vero valore? in questo senso, anche senza fiamme e fumo, è vero che vengono bruciati miliardi di capitalizzazione complessiva, come vengono creati nei rialzi.

Figurati se volevo proporre commissioni e perizie! In linguaggio moderno la citazione vuol dire che il prezzo di un titolo oscilla attorno al valore "fondamentale", e che anche quando se ne discosta alla grande (come durante una bolla) prima o poi ci torna.

Il valore "fondamentale" nessuno lo osserva, e solo ex-post possiamo dire se c'era una bolla o no (se no sarebbe facilissimo evitare molte crisi finanziarie) e se certi aumenti di valore erano reali o fittizi. Ma per lo meno a quel punto non diciamo scemenze come "miliardi (di valore reale) bruciati e andati in fumo."

 

Il valore "fondamentale" nessuno lo osserva, e solo ex-post possiamo dire se c'era una bolla o no (se no sarebbe facilissimo evitare molte crisi finanziarie) e se certi aumenti di valore erano reali o fittizi. Ma per lo meno a quel punto non diciamo scemenze come "miliardi (di valore reale) bruciati e andati in fumo."

Ne approfitto per chiedere una cosa, visto che l'EMH a livello universitario non me l'hanno mai spiegata e quindi probabilmente dirò cavolate. Premesso che sono d'accordissimo sul fatto che  sia impossibile valutare il valore "fondamentale" di un asset finanziario.

Però siamo davvero sicuri che non si possa affermare con certezza che un certo asset è in bolla? Pensiamo alle case a metà 2005 o inizio 2006: c'era chi stava gridando ai quattro venti che c'era una bolla immobiliare e veniva deriso dagli altri commentatori finanziari (penso es. a Peter Schiff). Non è che dicesse quelle cose perché era una Cassandra e le informazioni che arrivavano dai mercati facessero pensare ad altro: data la regolamentazione esistente (Fannie e Freddie, NRA, etc.) e data la politica monetaria espansiva non c'era nulla di strano che si fosse formata una bolla nel mercato immobiliare.

Altra cosa è però capire quando ci sarà il picco e la bolla scoppierà. Se investendo nel mercato immobiliare ottengo rendimenti molto alti, pur sapendo benissimo che l'asset è in bolla, tuttavia posso pensare di "uscire in tempo" e sfruttare l'onda finché c'è (presumo che l'EMH non neghi che, data un asset in bolla, la strategia sia quella di comprare. E' una domanda, non lo so :-)). (*)

Il problema quindi non è "se siamo in bolla" ma piuttosto "quando la bolla scoppierà" ed è quest'ultimo che non è prevedibile se non ex post?

Marco

 

(*) Ad esempio nel poker texano si ritiene comunemente che "limpare" (vedere solo la puntata iniziale del grande buio) pre flop (è la prima puntata quando non ci sono ancora le carte in comune) sia un errore. Eppure tantissimi bravi giocatori "limpano" pre flop pur sapendo di commettere un piccolo errore: ritengono infatti di essere molto bravi a leggere la situazione e gli avversari e quindi di essere in grado di perdere un piccolo piatto se la loro mano non migliora e vincerne uno grosso se incastrano il punto (o con un bluff).

Morale della favola: il 95% dei giocatori di poker pensare di rientrare in questa categoria e ogni secondo milioni di chip vengono perse in questo modo :-)

 

 

Altra cosa è però capire quando ci sarà il picco e la bolla scoppierà. Se investendo nel mercato immobiliare ottengo rendimenti molto alti, pur sapendo benissimo che l'asset è in bolla, tuttavia posso pensare di "uscire in tempo" e sfruttare l'onda finché c'è (presumo che l'EMH non neghi che, data un asset in bolla, la strategia sia quella di comprare. E' una domanda, non lo so :-))

 

a mio parere, la strategia di mercato che indichi ha a che fare con considerazioni di tipo grafico, la cosidddetta analisi tecnica. tali tecniche si occupano poco o punto di "fondamentali" e  il concetto di bolla dovrebbe essere loro estraneo, credo (però è gente elastica :), qualche pensiero ce lo faranno).

l'ipotesi stretta di mercato efficente nega egualmente che si parli di bolle, naturalmente per altra via: i prezzi si muovono solo per mutate condizioni esterne, che il mercato valuta istantaneamente   al meglio (cioè in modo razionale). un seguace che veda una banconota a terra, mai la raccoglierebbe: se fosse vera il mercato l'avrebbe già raccolta!

le bolle fanno parte invece del mondo reale, forse dei "comportamentali" della socio-finanza...Shiller è sempre una piacevole lettura: so che qua non piace, ma sono degli incontentabili.