Titolo

Al fuoco, al fuoco!

2 commenti (espandi tutti)

Al fuoco, al fuoco!

FDG 12/8/2010 - 07:31

Beh sì, sarebbe necessario calcolare la somma algebrica delle perdite dei singoli trader, che non necessariamente risulterà inferiore a zero, se tutti coloro che hanno venduto comprarono ad un prezzo medio superiore. C'è da dire che ci sarà sicuramente una quantità N di soggetti che si troverà una perdita (probabilmente unrealized - spero per loro), sommando le quali si dovrà per forza ottenere un capitale "bruciato" pari a 103 miliardi - "non disponibile" per i precedenti detentori, che giocoforza dovranno avere un potere d'acquisto minore. Chiaro che se poi domani si sale del 3%, tutte le perdite che erano unrealized possono essere recuperate e il capitale "bruciato" può risorgere dalle sue ceneri. 

quantità N di soggetti che si troverà una perdita (probabilmente unrealized - spero per loro)

in realta' e' proprio il fatto che la realizzano la perdita a spingere giu' il mercato. Il meccanismo e' quello ovvio: ci sono cattive notizie di qualche genere, la gente entra momentaneamente nel panico e inizia a vendere. Dopodiche' c'e' un circolo vizioso: la gente corre verso l'uscita aumentando l'offerta ed il prezzo precipita. Quando le acque si calmano, il prezzo smette di muoversi (cosa che e' successa anche ieri, peraltro). Il giorno dopo, magari il tutto risale. I fondamentali con tutta probabilita' sono rimasti gli stessi o sono cambiati molto poco - solo una notizia di dimensioni colossali (tipo Lehman) modifica i fondamentali.

Questo e' il tipico rischio del mark-to-market: il fatto che ci sia liquidita' altissima nei mercati fa si' che gli investitori abbiano la possibilita' di uscire dal mercato non appena le acque sembrano agitarsi, ma quasi sempre interpretando un'ondicella come fosse un maremoto. (Il rischio opposto, quello dell'assenza di mark-to-market, tipico del private equity o degli hedge funds, comporta problemi diversi, non meno difficili da risolvere).