Titolo

Al fuoco, al fuoco!

2 commenti (espandi tutti)

 lo sapevo che bisogna frequentare le buone compagnie :)

se scrivo s=s(L) dove s e' la volatilita' ed L e' la liquidita', avro' s'<0 (s' e' la derivata) per valori relativamente piccoli di L. Alche' s(L) raggiunge un minimo e da li' in poi non e' piu' una funzione deterministica. Vale a dire che la relazione tra s ed L c'e' ma non e' neanche lontanamente precisa. Genericamente, e' una funzione crescente, vale a dire che con moltissima liquidita' si tende ad osservare maggiore volatilita', ma solo in media.

è un risultato notevole anche se diventa non deterministica. trovare una dimensione di mercato (la liquidità L) per cui s'(L)=0 dovrebbe interessare molto i pubblici normatori, oltre che i gestori.

qualitativamente, il fenomeno dell'operatore "grande" in assoluto che in presenza di un mercato liquido, si lascia prendere dal panico trasmettendo quindi un segnale importante, come invece non avrebbe fatto in un mercato più piccolo, pare confermato dall'esperienza degli ultimi due anni.certo che il periodo precedente 2003-2007 è stato invece caratterizzato da vix calanti e bassi, molto sotto certe medie storiche e anche lì i mercati erano liquidi.

cmq, assunto che sia molto difficile ridurre adesso le dimensioni dei mercati (il genio è uscito dalla bottiglia) ed essendo controproducente, secondo le tue osservazioni, augurarsi una crescita dimensionale degli istituzionali, se ne dovrebbe dedurre una crescita "di fondo" della volatilità.

vado ad allargare gli strike.

La difficolta', in tutto cio', e' fare un buon modello di impatto sul mercato. Ed il problema e' condiviso tra regolatori (che, come dici, dovrebbero essere molto interessati ad averlo) e investitori/banche/fondi. Io conosco un solo fondo che ha un modello del genere e che non sia del tipo "non voglio essere piu' del 2% del mercato".