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Il moralismo al potere

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Finita la vicenda Morgan, resta aperta la vicenda "moralismo al potere". Ma non all'opposizione. Se qualcuno fa notare che il presidente del consiglio non è proprio quella persona a modo che tutti vorrebbero come vicino di casa (non fosse altro per il giro di prostitute che ti ritroveresti fuori dalla porta), allora passi per falso moralista bigotto e ti dicono che non bisogna guardare chi (o che cosa) si porta a letto il premier ma il bene che ha fatto al Paese. Per un cantante, pure scarso, che tira una pista, si fa un casino del genere, "... perché non ha da essere d'esempio ai gggiovani". Beh, è Silvio il nostro esempio? Forse per quello che i Verdini di turno si sentono tranquilli a fare quello che fanno? Forse per quello che le cricche di ogni genere prosperano in Italia? Per l'esempio del capo?

Forse non ne abbiamo avuto abbastanza? Montanelli (noto giornalista comunista del secolo scorso) diceva che l'unico modo che avevamo per liberaci di SB era averlo al governo per un po' di tempo in modo che potessimo sviluppare gli anticorpi e poi eliminarlo (politicamente, sottinteso). Ma dopo tanti anni anticorpi ne vedo pochi in giro.

Questo accordo dell'ultimo minuto tra Tosi e Morgan, mi lascia molto perplesso. Tosi ha preteso una presa di distanza non necessaria, visto che Morgan già l'aveva fatto in precedenza, e si è voluto ergere a paladino della campagna antidroga. A quando un capo del governo che giura, oltre che sulla costituzione, anche di non andare a p.....ne?